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veneti, diretta al celebre signorGiovanni Arduino.
Inserita nel Giornale d’ Italiapel 1791.
а. Memoria sulla Lamartia ,nuovo genere di pianta.
Genere non accettato. Fu pub-blicata in lingua italiana e tedescanegli annali Botanici di Zurigo,dall’ Uster.
5 . Deir Ulva atro - purpurea :specie nuova e tintoria.
Stampata nel terzo volume do-gli atti dell’ accademia di Padova.
4 - Delle Conferve irritabili, edel loro movimento di progressio-ne verso la luce: esame fisico-chi-mico , specialmente diretto a sta-bilire la vegetabilità della loro na-tura.
Per questa memoria fu elettomembro della Società Italiana.Pubblicata fra’ suoi atti.
5 . Scoperta e spiegazione delfenomeno del movimento progres-sivo d'una conferva infusoria, os-sia della materia verde di Prie-stley verso la luce.
Stampata in italiano e tedescone’ sovra nominati Annali dcl-P Uster.
б. Memoria sulla natura dellecoralline, e riflessioni sulle tre-melle, al sig. de Saussure.
Libretto in 8.° senza luogo edanno di stampa.
3 .
Storia Naturale e Fisica.
1. Zoologia Adriatica, ossia Ca-talogo ragionato degli animali delGolfo, e delle Lagune di Vene-zia, ecc., Bassano 1792., in configure.
2. Annotazioni di Storia Natu-rale , inserite nelle TransazioniAnglicane impresse in Venezia percura dello Stella.
3 . Osservazioni sulla squisitez-za del senso del tatto in alcunianimali marini.
Impressa tra gli atti della Socie-tà Italiana.
4 - Lettera su i Cornamoni del-l'Adriatico.
Inserita nel Giornale d’ Italiaper l’anno 1791.
Lasciò manoscritta una Storiadel Ghiozzo (Gobius niger), ma,per quanto pare dall’analisi fattanedal conte da Rio, è cosa assai im-perfetta.
L’ Olivi fu un intelletto preco-ce , imperciocché in quella età inche gli altri uomini appena hannoincominciato ad apprendere, ei giàsapeva , e la sua mente addestratadalla natura a considerazioni e con -fronti maggiori della forza deglianni, valeva a cavarne giudizii chesorprendevano, e dovevano neces-sariamente sorprendere gli nominipiù provetti. Anzi diremo di più,(e ci sia perdonato) che nell’ Oliviil giudizio anticipava in certo mo-do le cognizioni, e che già raffron-tava od indovinava i segreti dellanatura prima che gli oggetti glifossero determinatamente cono-sciuti co’ proprii lor nomi. A que-sta precocità ed attitudine per con-seguenza di rettamente giudicaresi debbono molte acute sue consi-derazioni , e sulla generalità dellanaturale istoria, e sui rapporti de-gli oggetti che costituiscono quel-la scienza, e sulla vita e costumi dimolti animali.
Egli aveva veduto di quanto equale vantaggio fossero le dottri-ne chimiche del Lavoisier, nuoveancora, a’ suoi giorni, per la Italia,e come molti fenomeni o non Spie-gati, o malamente, con le novelleteorie mirabilmente si accordasse-ro. Perciò quelle discipline avevastudiate con alacrità, e principiavaa trarne quei vantaggi che fannoconoscere a tutti l’ utile di unascienza che in iscambio di partireda infiniti clementi, da inconclu-denti nomenclature, da incerta co-gnizione delle sostanze che osserva,