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[Volume terzo e volume quatro.]
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di giovarne sà stesso ed altrui ,ben tosto avvisò non poter meglioche nella quiete del ritiro secon-dare queste sue bennate inclina-zioni : e come già il fratei suo se-guito aveva non senza gloria le in-segne d’Ignazio, egli compiuto ap-pena il terzo lustro militar vollesotto quelle del Calasan zio, di cuivestì labito nella casa religiosa del-la Pieve a Cento l’anno 1777, mu-tando il primo suo nome di Ales-sandro in quello di Massimiliano.Ei tutto quindi con tanto maggiorfervore si diede a far tesoro discienza, talché ben presto non piùfrai discepoli ma fra i maestri eb-be luogo: e nell’anno 1780 inse-gnava pubblicamente grammaticasuperiore in Firenze, d’onde nel1784 passò al medesimo esercizionel rinomato collegio diretto daipp. delle S. P. in Coreggia, dovetosto venne aggregato alla illustreaccademia dei Teopneusti. Ma co-mechè felicemente ei percorressegli ameni campi della eloquenzae s’ infiammasse al linguaggio di-lettevole delle Muse, più alle gra-vi scienze inclinava il suo spiritosempre avido di rintracciare il ve-ro, di oltrepassar le volgari cogni-zioni e di ornarsi delle sublimi, ademergere dalla sterile mediocritàe maggiormente perfezionare séstesso e la società col sapere , con1’ insegnamento e con 1’ esempio.

Già ricco pertanto delle teologi-che dottrine, e dietro la scorta deidue chiarissimi luminari del suoistituto , il Canovai e il Dei-Ric-co, già fattosi addentro ne’ più re-conditi penetrali della filosofia edelle scienze fisiche e matemati-che , fu nell’anno 1790 mandatoad insegnarle nel nobile collegioTolomei allor fiorentissimo in Sie-na, dov’ebbe a colleghi un Lam-predi ed un Fiocchi, e dove age-volmente si procacciò la stima el'amore de’molti scienziati, peiquali splendeva quella colta città

da esso poi sempre risguardata co-me seconda sua patria. Dotato dicosi belle qualità di mente e dicuore, non è da dire come ivi si se-gnalasse nella istruzione di queglistudiosi giovaui; a’quali somma-mente caro e venerato lo rendeva-no il caldo e liberale suo zelo nelmettergli a parte delle profondesue cognizioni, la sua rara facon-dia, il suo dolce ad un tempo egrave contegno , la piacevolezzade’ suoi modi ed il lepore delle sueparole.

Ma troppo angusta sfera poteasembrar forse quella al suo spiritogeneroso e fecondo, che sentiva ilbisogno di maggiormente span-dersi e comunicarsi. Non soloperò le più illustri accademie diSiena e di Firenze, ma quelle an-cor più lontane si piacquero or-narsi del suo nome: e nell’anno: 8 o 5 fu nella Senese Universitàeletto alla cattedra di matemati-che ; dalla quale nel 1814 passò aquella di fisica sperimentale da es-so poi con somma sua lode ed al-trui utilità esercitata fino al 1 83 1,di parecchie moderne macchineavendone all’ uopo arricchito lascuola. Tutto allora datosi alla in-vestigazione delle inalterabili leg-gi e de’ più segreti misteri dellanatura, in che mirabilmente la in-finita sapienza ed il potere delCreator si rivelano, alla mineralo-gia pur l’animo rivolse e gl’ inde-fessi suoi studii ; nè a fatiche nèa cure nè a spese perdonando, epercorrendo animoso gli alpestrimonti, le cupe valli e gli scoscesiburroni, in tanta e così eletta co-pia ne raccolse e così dottamenteed elegantemente a prò’ dell’istru-zione ne dispose le inorganichesostanze, che il suo gabinetto mi-neralogico chiamò ben presto l’at-tenzione e destò a buon diritto lameraviglia de’ suoi connazionalinon solo, ma sì ancora degli scien-ziati stranieri. 3 Nè di questi oragli