Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
259
JPEG-Download
 

JMaupertuisianae , ove riprendeacremente il Zanotti, come unappassionatissimo stoico, il qualevoglia mettere in uguaglianza lafilosofia degli stoici, fondata su laloro virtù senza veruna speranzadi premio e di futura felicità, conla dottrina de’Cristiani. Risposeil Zanotti nell’anno l’jàS, con trediscorsi impressi a Napoli, e par-vero molto convincenti e pieni dieleganza. Maggiormente so ne ac-cese 1 ’ Ansaldi, e rispose a’ dettidiscorsi con una lunghissima let-tera, la quale fece stampare lostesso anno in Venezia. Era la let-tera diretta al Zanotti, a cui peròparve scritta con tanto calore etanto impeto, che non la stimòdegna nè di se, nè di chi l’ave-va scritta : non più dunque vollerispondere col suo nome. Ben ri-spose con quattrio lettere, che fu-rono stampate i n Lucca 1 ’ anno1755, mostrando essere state scrit-te da non so qu<al Giuseppe An-tonelli Messinese?. Stettero per loZanotti 1 ’ eruditfssimo Gio. Lami,il Cardinal Queriini ed il Domeni-cano Tommaso Schiara , benchéamico dell’Ansaldi. Pubblicò que-sti l’anno 1^56 il Parere delloSchiara con una prefazione assailunga, in cui dichiarò sè non es-sere per conto niuno convinto del-le ragioni dello Schiara. Nè An-saldi nè lo Schiara fecer più mot-to. Ristampatasi in Venezia nel-1’ anno 1762 la filosofia moraledel Zanotti, vi premise egli sen-za nome una breve relazione del-le passate controversie ; e la scris-se a quel modo che fatto avrebbechi non avesse avuto parte niunanella contesa, mostrando grandestima dell’ una e dell’altra, ed unasomma indifferenza, quale ad ot-timo storico si conveniva. Il pa-dre Ansaldi ne fu contentissimo,ed avvisando, a certe grazie chein essa osservò , che ella dovesseessere del Zanotti, lodollo assai e

nel ringraziò sommamente ; e pas-sarono poi tra loro due molti offt-cii e dimostrazioni di benevolen-za e di affetto.

Alieno, da molti anni, dalle co-se poetiche, vi ritornò nella suavecchiaia. Noi siamo debitori del-l’ottimo suo libro dell 'Arte Poe-tica, impresso in Bologna 1’ anno1768, alla marchesa Maria Ratta,dama e d’ingegno e di beltà sin-golare, ed amicissima dell’ autoreche solea seco lei villeggiare. Im-pose ella al medesimo di stender-le per uso suo gli avvertimentiche si debbono a ben comporreprima una tragedia, poi una com-media, poi un’ epopeia , ed ulti-mamente componimenti lirici. Fe-ce egli dunque quattro Ragiona-menti diretti alla stessa dama, ag-giungendone un quinto, il qualetrattando della poesia in generaledovesse precedere a tutti gli al-tri . Il libro è scritto per modoche, come sappiamo essersi espres-so in una sua lettera l’intelligen-tissimo Morgagni, non potea cosìscriversi che da un gran filosofo.L’autore tratta 1’ arte poetica, co-me usano i filosofi oggidì, seguen-do la ragione, senza pigliarsi grancura dell’autorità degli antichi;seguendo però la ragione, urtaquasi sempre in quegli avverti-menti medesimi che Aristotele egli altri antichi ci lasciarono: diche fa loro maggior onore. Il Pa-rini ne commendava singolarmen-te la profondità delle dottrine uni-ta all’ eleganza, alla grazia, allavenustà ed alla facilità dello sti-le ; e soleva dire che nulla ha disimile fra le poetiche moderne, eche va del pari con le poetiched’ Orazio e d’ Aristotele.

Pregevole è la brevissima masuccosa gramatica di lingua vol-gare, con un breve ragionamen-to sopra la stessa lingua, da luiscritta a uso della valorosa don-zella Maria Eleonora Ratta : e