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[Volume terzo e volume quatro.]
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tanto sottile, die qualunque in-gegno anche mediocre non possagiungervi, solo che abbia la pa-zienza di proceder con ordine elentamente. E quindi è forse chenel giuoco degli scacchi, il qualdà luogo a un pensar riposato,valse assai; ad altri giochi non eb-be qualità veruna. Amava di con-traddire, ove gli paresse che fosseesercizio d’ingegno, e sapea farlocon molta acutezza é grazia e sen-z.a offendere ; il perchè era gra-dito a molti, e volentieri invitatoanche ai conviti ; benché essendosempre pericolosa cosa il contrad-dire, non tutti glielo attribuivanoa lode, mal conoscendo colorocli’e-gli il faceva solo per amor del veroe per costumanza socratica. Pocopaziente, se paressegli d’ esseredisprezzato , e ■ poco ancora eraamante degli onori esterni e deititoli. Non potsa sostener lunga-mente le compagnie che non des-sero luogo a domestichezza e fa-migliarità ; non potea non mani-festare nel volto ciò che avea nel-l’animo. Disinteressato al maggiorsegno ; e nel dare e nell’ a ver po-co, o più tosto nulla, era sollecitoa’ suoi vantaggi : condiscendentee liberale. Niente avea più ip odioche la malignità , gl’ inganni stu-diati e le frodi. Al solo immagi-narsene alcuna, benché a lui nullaappartenesse, s’accendeva subitonell’animo, e non sapendo eglidissimularlo, avvenne non pochevolte che i compagni si maravi-gliassero, non bene intendendo diche egli fosse sdegnato !

La dolcezza de’suoi costumi lorendette a tutti accetto. Ebbe suoiamici molti insigni letterati , equanti fiorivano in que’ beati tem-pi della bolognese grandezza, esingolarmente Fernando AntonioGhedini , Gabriele ed EustachioManfredi (al quale fu caro oltreogni credere e grato ) , (Gip. Pole-pi, Gian-Àntonio Volpi, Carlo In-

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nocenzo Frugoni, Jacopo Bassani,Gio. Battista Morgagni , il Balca-ni, il Canterzani , e fra gli stra-nieri il Fontenelle ed il Voltaire,che lo ammirava qual modello del-l’antica e moderna festività unitaalla più sublime dottrina (1). Fuaggregato alle tre reali Accade-mie di Moropellìeri , di Londra edi Berlino. Prontissimo fu sempread intervenire all’ Accademia del-1 ’ Instituto, ed ivi ogni anno leg-geva una dissertazione che conte-neva sublimi dottrine e fini edastrusi calcoli ; e ciò usò semprefino alla sera del giorno i 5 no-vembre dell’anno 1777; nella quale

( 1 ) Lettera del Voltaire a FrancescoMaria Cavazzoni Zanotti.

Sig. mio ill.mo e colendissimo.

Dopo la morte della marchesa du Gha-s.tellet, donna d' un impareggiabil me-rito, che quanto era pratica della vo-stra lingua, tanto avea penetrato nellavostra filosofia, mi confinai un granpezzo alla campagna ; e quando ritor-nai a Parigi, ivi trovai il pregiatissimoregalo ed il favore che s’è compiaciu-ta d’impartirmi alcuni mesi fa : glieneporgo i più vivi ringraziamenti : in-tanto non le posso esprimere il cordo-glio eh’ io risento di non venire a dir-le a bocca ciò eh’ io sono pur costrettodi scrivere ; ma non voglio perder lasperanza di fare un tanto desideratoviaggio, benché il viaggiare sia piùconvenevole al sano ed al giovane, cheall’egro ed al vecchio. Chi sa Che ilBobiì piacere di veder 1’ Italia , questamadre di tutte )e virtù, non mi resti-tuisca la sanità che è la vera gioven-tù? Temo di non avere altra consola-zione, se non quella, della quale io giàle scrissi, cioè di far scolpire sul miosepplcro : Qui giace un uomo che ito-leva veder l Italia e il Zanotti. Laprego di gradire colla sua solila beni-gnità quel che io posso presentarle, edi ricordarsi d’un certo Sarpedonte chericevette cortesissimamente un arnesedi rame in iscambio d’armi d’ oro.

Parigi, 2 Giugno i;5o.

Umiliss. e Devoliss. ServitoreVolta ike.