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comparve con vivezza straordina-ria. La sua vecchiezza era sem-pre stata felice, trattone il trovarsialcuna volta afflitto da una mole-sta confusione alle orecchie che loprivava dell’ udito. Sorpreso da in-freddatura nel seguente dicembre,sul principio la disprezzò affatto,finché si pose in letto con febbre,e si ridusse all’ estremo de’ suoigiorni con limpidezza di mente.Spirò placidamente in Bologna ilgiorno 25 dicembre dell’anno 1777,in età quasi d’anni 86. L’Accade-mia dell’ Instituto e 1’ Universitàassistettero all’esequie di lui, chefu sepolto nella Chiesa Priorale diS. Maria Maddalena. Comune fuil dolore de’suoi concittadini, ed iprincipali ordini della città gli fe-cero sontuose pompe funebri nelgiorno 16 giugno 1778 nella Chie-sa del SS. Salvatore , ed ivi fu lo-dato dal professore Antonio Mon-ti; e gli fu posto un elegante mo-numento nella loggia superioredell’ Instituto.
Xf. N.
ANDRES (Giovanni), erudito,nacque a Planes città di Valenzain Ispagna il i5 febbraio 1740 diD. Michele e donna Cassiana Mo-rell, e fu primogenito di undicifigliuoli. La chiarezza del sanguefu a lui uno stimolo di ben meri-tare si ne’ costumi, che nello stu-dio delle lettere umane, a cui fuposto nel collegio de’ nobili diret-to da’ PP. del Gesù ; come nellafilosofia, a cui diede opera nell’ u-niversità. Innamoratosi più e piùdell'istituto di S. Ignazio, entròalla Compagnia il 24 dicembre1754 in Tarragona, dove fece ilnoviziato: e passò a Genova perfarsi più innanzi nelle cose filoso-fiche, indi a Valenza per la teolo-gia , e in quel collegio di s. Paoloverso la metà del 1764 sostennel'Atto grande con lode d’ingegnoe di dottrina. Ma la intensità del-
lo studio gli uocqne alla salute tan-to, che uua lenta febbre minaccia-va i suoi giorni. Ristabilitosi, fudegno della cattedra di retorica epoesia nell’università di Gandia :la sostenne con lode, e formò deibuoni allievi : una sua tragedia in-titolata Il Giuliano, e le Orazionilatine recitate per occasione distudi mostravano a tutti quanto eipotesse.
Suscitatosi il turbine, che cac-ciò dalle Spagne la Compagnia,Andres co’suoi cercò un asilo inItalia. Approdato nella Corsica ri-parò prima in Aiaccio, poi in sanBonifazio, e scrisse un Comenta-rio latino con assai di eleganzasulle sventure della Compagnia.E negli esercizii accademici trovòsollievo al dolore. L’anno appres-so venne a Ferrara, e il giornodell’Assunta del 1775, che sapevaessere ivi la vigilia della soppres-sione, professò i quattro voti. A-vendo in occasione di publica di-fesa dato in luce un libretto inti-tolato P rospectus philosophiae u-niversae , trovò grazia appo la no-bile famiglia Bianchi di Mantovache gli aperse la sua casa e la sualibreria. Ivi concepì il primo dise-gno della sua grand’opera, che ècome un prospetto dell’universaletteratura. Ed altre opere minorivenne pubblicando: scrisse in la-tino sopra un Problema idraulicoproposto dall’Accademia di Man-tova (1): nel 1776 diede un Sag-gio sulla dottrina del Galilei (2) :nel 1778 scrisse al marchese Gasaliuna lettera quasi appendice al Sag-gio, intendendo fare 1’ apologia diuna dimostrazione del Galilei Sul-la discesa de' gravi. In una Dis-sertazione indiritta al commenda-tore Valenti Gonzaga e stampatain Cremona tolse a difendere gliSpagnuoli, ai quali il Tiraboschi
(1) Effem. Rom. 1776. p. 3.
(2) Ivi, num 97.