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catalogo ragionato de’cocb’ci conte-noti nella Biblioteca Capilupi diMantova, e rre uscì la versionespag'nuola in Valenza nel 1799- Inuna lettera poi aldi, abate Morel-li diede notizie importanti sui co-dici delle biblioteche capitolari diVercelli e di Novara.
Salito in fama fu dall’impera-tore Francesco I posto a reggere1 ’ università di Pavia ; ma dopopochi mesi per le vicende de’tem-pi riparò a Parma, e bene accoltodal duca fu suo bibliotecario. Det-tò allora in lingua nativa le Noti-zie letterarie , che indiritte al fra-tello comparvero in Valenza nel1800. Nel 1804 pei tipi Bodonianidiede 11 2 Epistole latine e 5 7 vol-gari di Antonio Agostini arcive-scovo di Tarragona con belle illu-strazioni. E nell’Ape di Firenze( i8o4 num. io) pubblicò una let-tera Sullo stato presente della Let-teratura spagnuola.
Risorse allora nel regno di Na-poli la Compagnia, e l’Andres ri-nunziate le pensioni , che CarloIII e Carlo IV e Maria Beatriced’Este aveangli concedute, rientròdia religione: e forte sopra l’etàdettò quotidiane lezioni, fu regiorevisore de’ libri, membro dellagiunta della r. biblioteca, rettoredel convitto de’nobili, catechista,confessore de’carcerati, e tutto atutti nelle cose sì della religione,che delle lettere. Mutate le cose,non seguì l’esule Compagnia $ masi rimase nel Regno prefetto del-la r. biblioteca, ne’cui manoscrittiscopri parecchie opere inedite : ecominciando a pubblicarne la col-lezione, espose in un prodromol’istoria della biblioteca stessa. So-cio ordinario dell’Accademia Er-colanese, che ebbe il nome di Ac-cademia di scienze e belle lettere,poi fattone segretario, gittòla pri-ma pietra degli atti coll’esposizio-ne di una carta geografica de’bas-si tempi, e colle indagini sulle va-
rie traduzioni di Eustazio : e les-se delle Memorie sulla durata delgrecismo nel regno di Napoli, snt-l'utilità dello studio de’ codici,sulla formazione del monastero dis. Nicolò di Casole presso Otran-to, per tacere di più altre. I suoiocchi, i quali aveano tanto letto eveduto, furono afflitti da cateratte:nel settembre del 1815 tentatane1’ estrazione, anzi che guarirne ,accecò: non intermise per questoi suoi studi , valendosi dell’ operaaltrui dove non poteva la propria.Nell’ottobre del 1816 venne aRoma, e pose nelle mani della re-gina di Spagna la Vita del ducadi Parma, Filippo. Ed incuorandosempre i confratelli, dopo due me-si morì nella casa professa del Ge-sù il 12 gennaio del 1817. Fu caroa’principi, e tra essi al ponteficePio VII, che gli concedette di e-saniinare in propria casa nel 1802più codici vaticani. Monsign. Fa-broni dedicò a lui la vita del Se-gneri, e il cav. Millin il suo viag-gio in Savoia in Piemonte in Niz-za e in Siena. Provocato dagli e-moli, o tacque o rispose con dol-cezza e moderazione: fu pronto aricredersi alla luce del vero, e perpietà mansuetudine sincerità in-nocenza commendato non meno,che per esimia erudizione (1).
D. ViCCQI-lM.
PERELLI (Atanasio Zanobi).Aretino, si affacciò alla vita il dì 10novembre 1711 ed i suoi genitoriI’avv. Bernardino Girolamo giu-reconsulto estì tiratissimo, e MariaSettimia Oberici non avendo inmira che il benessere dei loro fi-gli, non omisero cura onde abbel-lire mano mano il nuovo nato di
(0 Elog. storico letto nelt Accad. Er-colanese da Angelo Antonio Scotti. Na-poli 1817.
Bibliotliecae Scriptorum S. l;Jiup-plementa. Romae 1814 e 16.