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[Volume terzo e volume quatro.]
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la laurea in ambe le leggi nel-L’uuiversità della Sapienza, e rice-vnta la tonsura ed i quattro ordi-ni minori dal card, duca di Yorck,usci da quell’ illustre convitto nel1 ^ 85 .

D’allora in poi non più priva-ta, ma pubblica divenne la sua vi-ta: e tutti gl’incarichi, i qualisostenne, con somma lealtà e per-spicacia disimpegno. Fu primie-ramente da Pio VI nominato ca-merier segreto, quindi prelato do-mestico, poco dopo vice-legato diUrbino, e governò quella provin-cia per vari anni con tanto amorede’ soggetti e con tanta soddisfa-zione de’superiori, che forse a -vremmo in lui veduto un chiaris-simo porporato j ma le vicissitu-dini de’tempi pur troppo note loimpedirono. Calati in fatti in Ita-lia gli eserciti francesi, mentr’egliper vantaggiare gl’ interessi dellaprelatura di sua famiglia soggior-nava in Ferrara^ uomini astuti dicui non è mai penuria, e che benveggono quanto l’autorità detoni-mi possa negl’ imi, cominciaronocon forti parole ad atterrire mon-sig. Cavriani, e a dar opera perchècangiate le vestimenta ecclesiasti-che prendesse parte in quella nuo-va ordinazione di cose : ed egli dinaturale alla timidezza proclivenon valse a saldamente resistere.Lo indussero pertanto a recarsi inMilano per provvedere alla rinno-vazione politica del territorio diCento: non valsero però a fargliaccettare le cariche di rappresen-tante del popolo , e di municipa-li? ta. E benché creato già il nuo-vo pontefice, ed il Cavriani pur-gatosi di sua condotta innanzi alui in Padova, avesse riassunti gliabiti prelatizii, e si fosse ricondot-to in Pesaro, ordinaria residenzade’ cardinali legati di Urbino, percompiervi il corso della sua dele-gazione , nondimeno poco dopopreferì io stato laicale, e menò in

moglie la contossa Anna Facchinisua concittadina, tanto più che glierano morii ambedue i genitori.

Ebbe adunque durante la re-pubblica cisalpina e il regno ita-lico onorevoli impieghi, e fra glialtri fu commissario straordinariodel basso Po, e prefetto in queldipartimento e nell’ altro del Pa-naro. Mentre ritrovavasi in patriacome presidente de’ collegi eletto-rali avvenne la caduta di Napoleo-ne, e fu in allora conceduto al mar-chese Cavriani, elle ben tosto rim-patriò, onorevol riposo. Se non chel’imperatore d’Austria, conosciu-tane ben prestola probità, nel-1’ istituire le case di ricovero e diindustria il nominò direttore , dipoi fu eletto potestà di Mantova,in ultimo deputato'nobile pressola Congregazione provinciale diquella reale città. Tanto è vero chei uomo saggio è da tutti ed in tuttii tempi stimato.

Ma non sostenne soltanto il Ca-vriani ragguardevoli magistratu-re : s’ebbe anche molti onori edimostrazioni di affetto. I Ferra-resi lo ebber sempre carissimo, iBolognesi l’aggregarono alla cit-tadinanza, i cavalieri di Malta loascrissero fra loro. L’imperatorede’Francesi lo dichiarò commen-datore dell’ordine reale della co-rona di ferro, e senatore del regnoitalico, dal qual Senato fu spessodeputato ad illustri incarichi, efra gli altri a condursi in Pariginel 1811 per assistere al battesimodell’ imperiale neonato, ove daquel monarca fu egli insieme aisei suoi colleghi distinto di belpresente.

Ma queste cose forse in parte ledovette anche ai natali. Non cosìdeve dirsi delle accademie che delsuo nome si fregiarono. L’Arcadianell’anno 1782 lo aggregò fra’suoipastori col nome di Oercillo Ippa-niese , con quello di Titiro Andesiofu scritto nell’ ordine de’ pemeni