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[Volume terzo e volume quatro.]
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suiburbama annessa al conventode;i Minori Osservanti che nonluinge dalla città si presenta al-1’ «occhio sul pendìo di una del-lo colline facienti corona a quel-la in cui torreggia l’etnisca pa-tria di M ecenate, di Petrarca , diGuido Monaco, di Fra Guittone,di Frane. Redi, del Cesalpino, diVasari, di Emilio Vezzosi, degliAccolti ecc. per osservare il ritrat-to al naturale di S. Francesco di-pinto dall’ artista aretino Marga-ritone nel secolo XIII, o per ve-dere varii santi di Andrea dellaRobbia, e un’ Assunzione del pit-tore Nicolò Soggi , inchini losguardo al pavimento del tempio,e vi scorgerà un’ uinil lapide sottodella quale riposano le ceneri delmar. Torquato, di lui che non av-vili colla sua traduzione il Poemadi che s’onora l’Italia nostra, dilui che dovrebbe esser tolto a mo-dello dai patrizii suoi pari.

N. Oreste Bruì.

CARACCIOLO (Domenico ),e-conomista, nacque da Tomaso Co-racciolo de’ marchesi di Caprigliae Villamaina (del ramo dei duchidi S. Teodoro) e da M. de Silva,famiglia oriunda portoghese, tra-piantata in Napoli e scritta allanobiltà del Sedil Capuano; nellaprima età fu posto a educare nelcollegio de’ Caraccioli, dove i ca-valieri di tal cognome mettevanoi loro figli : apprese le lettere lati-ne, 1’ arte del dire e la filosofia, ecominciò con molto amore il cor-so di matematica, che continuò dasè poi che per la morte del padrefu chiamato a casa : studioso del-F italiana poesia diede alcuni sag-gi in varie raccolte , e frequentòAccademie , massime quella dettadel Portico della Stadera : applicòl’animo anche alla musica, di chesi piacque in tutta la vita. Diedesipoìi alla giurisprudenza sotto la di-sciplina di Marcello Papiniano

Cùsani, che fit arcivescovo di Pa-lermo : si esercitò nel foro, ed eb-be la canea di giudice della G,Corte della Vicaria civile : nellaquale mostratosi lume di dottrinae specchio di rettitudine, fu invia-to ministro plenipotenziario a To-rin o, poi in Inghilterra, enei 1771ambasciatore in Francia: ivi frtdegno siccome dell’amicizia deid’Alembert, Condorcet, Diderot,Voltaire, cosi della stima del mo-narca; tanto era innanzi nelle ca-se di politica ed economia, e coltoe piacevole nel conversare. Del1781 fu destinato viceré di Sicilia,donde estirpò abusi, rettificò ladeputazione del regno, corresse ilgoverno municipale di Palermo,detto Senato, e le maestranze pre-sedute da un console; delle qualiera facile ai potenti abusare: abolìprivative e dritti proibitivi, noce-voli alla circolazione delle derrataed alla libertà del commercio; pen-sò al nuovo censimento : cercò dìtogliere le mal consigliate provvi-denze annonarie, onde le carestie:tra le quali fu grande quella cheseguì alla scarsa ricolta del 1784.Per impedire, Come era da lui, idisordini, publicò inflessioni sul-l'economia e l'estrazione de' fru-menti della Sicilia, tom. i.,in 8.°Palermo 1785, di poca mole, manon di poca utilità (i). Però nel1786 fu creato consigliere segre-tario di stato per gli affari esteri edi Casa R. nel quale uficio dice il

(1) Il Pendilo nella Storia dell Eco-nomia Pubblica in Italia (Lugano 1829pagina 227 e seg.) noia tra le allrecose, “ che il Caracciolo teneva, co-„ me Necker , necessaria la libertà di„ circolazione nell’ interno senza alcun„ limite; ma quanto all’esportazione,„ comunque la volesse libera , lasciava,,pOi in arbitrio dell’amministrazione„ di sospenderla in qualche caso : fau-„ lore invece di una libertà assoluta,

„ pe’ grani appunto della Sicilia, fu Sa-verio Scrofani nel 1795.

(D. V.)