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[Volume terzo e volume quatro.]
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march, di Villavosa ne’ RitrailiPoetici pag. 77: n .Servi al Sovra-» rio eoa fedeltà ed amore, con sa-ri viezza consigliandolo, mettendo« in esecuzione il detto di Euri-si pide che un saggio consiglio va-ri le più di mille spade, e mostran-55 dosi sempre franco e leale nelr> dar giudizio , e scevro di queij> riguardi che spesso si oppongo-55 no alla verità. Fu costante nel-5i 1’ amicizia degli uomini probi err di letteratura forniti, de' quali55 molti chiamò alla segreteria del55 suo ministero. Non abbandonòss mai la vivacità del suo spirito>> fino agli ultimi giorni del viver55 suo, per cui la sua compagnia fu» sempre istruttiva e piacevolissi-55 ma. Superiore ad ogni disprez-51 zo , con fortezza filosofica non55 curò chi cercavadiscreditarloper5) formare la propria fortuna. Op-55 presso da lungo e lento malore,» che solfri pazientemente, man-55 cò nel 1 789 di anni 74 vivuti con51 gloria ed onore , che obbliar fe-55 cero qualche suo difetto, poten-r> dosi ridir di lui ciò che Quinti-li liano disse; Stimmi enim sunt,55 homines tantum. »

D . Vaccouni.

MEYRANESIO (Giuseppe).F urettore della parrocchia di Sam-buco nella valle di Stura in Pie-monte dove morì in maggio del1790 . Non ebbe la storia Pie-montese un coltivatore più arden-te. Vissuto in una povera terradell’alpi, lontano dai dotti, lonta-no dalle biblioteche e dagli archi-vii l’infinito suo amore per glistudi storici gli insegnò come vin-cere ogni difficoltà, come supplireogni difetto, e nel 1784 diede al-la luce il primo volume del Pede-montium sacrum che tratta deiprimi banditori del Vangelo inquelle contrade e contiene la se-rie de’ vescovi di Torino fino adUgo Gagnola morto nel 1232 .

Vol. IV.

Quell’ opera ordinata con moltacritica e ricca di notizie impor-tanti e pellegrine fu ricevuta conplauso dai dotti. Essa reca a dirvero in fronte, oltre al nome delMeyranesio quello di FrancescoNasi. Ma più lettere del Meyra-nesio fanno fede che il Nasi nonv' ebbe altra parte che quella difornirlo delle copie d’alcuni do-cumenti dell’archivio della Me-tropolitana di Torino ; e della nonragionevole ambizione del Nasi involer comparire autore d’operanon sua, e dei travagli che que-sti gli suscitò, molto si duole coisuoi amici il Meyranesio affer-mando che il Nasi quantunquesocio nulla ha latto fuor che cor-regger le stampe ( Lettera al Ca-nonico Grassi del 5 di settembre1787 ). 11 secondo e il terzo volu-me erano già pronti per la stampaquaudo l’autore mancò di vita. Letempeste politiche sopravvenutedipoi avendo rivolto gli animi acure troppo diverse, non si tenned’occhio al prezioso manoscrittodel Meyranesio. Ricondotta la pa-ce ogui ricerca tornò vana, e giàidotti ne lamentavan la perditaquando per somma ventura il a.volume capitò alle mani d’ un let-teratissimo gentiluomo il cavalie-re Cesare di Saluzzo Governatorede’ Principi Reali di Savoja, peropera del quale vedrà forse la lu-ce. Il terzo tomo, di cui scrive ilMeyranesio nella succitata letteraesser già cominciata la stampa, nonsi è trovato. Con esso 1 ’ opera eracompiuta, contenendo la disserta-zione sugli Arcidiaconi Torinesi ei documenti.

Linci GiEf.vp.io.

VIGO ( Gian Bebnabdo ), na-cque in Corio, villaggio del Cana-vese in Piemonte, il 12 di marzodel 1719 da Carlo e Caterina En-rico, e mori il 28 di gennaio deli 8 t> 5 . Guidato nei primi studi18