Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
279
JPEG-Download
 

dal Tannili, che si fé a combat-tere lui si perle cose di Fedro, che<11 Petronio Arbitro. Ma lode dibuon giudizio in tanta difficoltà-diCose non fu negata al Cassitto (i);anzi il conte Orloff, il cav. Ileyne,il prefetto della biblioteca medi-cea e della rnagliabecliiana, ed al-tri di chiaro nome lo commenda-rono : nell’Accademia italica fu de-positato il suo libro : e il nome dilui fu scritto nelle più illustri ac-cademie di Europa. Illustrò e tra-dusse le Selve di Stazio, e si aspettava che la sua fatica fosse corona-ta dalla r. Accademia di Archeolo-gia; ma questa non ac.cordavagliche l’ accessit, ed egli lo rifiutòsfogandosi contro l’invidia in unepigramma latino, dove dice co-me Ercole nettò le stalle d’ Angiae Giunone negò il premio ; ma einon depone la clava per torre al-tri mostri dal mondo e conciliarsila dea. E fecesi a tradurre Taci-to, di cui emendò 4oo luoghi deltesto assai difficili; e quasi a sol-lievo dell’ animo tradusse Ana-efeonte in dialetto napoletano, epiù nobilmente Alceo, Saffo, Ora-zio , Tibullo e Properzio. E discrittori greci e romani illustrò ecorresse varii luoghi, e collo stu-dio sui monumenti osco-etruschiforni una grammatica ed un vo-cabolario osco - sannitico. Scrissedissertazioni sulla Puglia primi-tiva, memorie intorno a moneteed iscrizioni antiche ed altre co-se, che apparvero di tanto in tan-to ne’Giornali. E tutto potè ; poi-ché, come scriveva alla duchessa

(<)“... sine veritatis offensa lau-■„ dare licet erwditionem in Cassilo„ lectam, in Tamellio praedivitem ; in„ utror/ue ramini lat.ìnae eloquentiae„ saporem, et airgutum in Codicis la-„ cunis hac Ma c supplendis ingenium,„ divinationemque modo in Taneltio,„ modo in Cassétto feliciorem. (JHopae„ Phaedri fab P'lorentiae t Borghi it3o„ curante S. Tomaseo).

di Mudersbach, « imitator degli55 esempli de’giureconsulti Gallo55 Aqnilio e Gaimone io ini vivo» solitario i miei giorni godendo55 le dolcezze purissime ed inef-55 fabili do’ prediletti miei studi n.Della religione osservantissimo,serbò 1 ’ anima pura da ambizioneda invidia da rancori, e fu tuttoamore pe’ miseri : mancò ai viviil 25 giugno 1822, e quale sifosse in quegli estremi lo scrisseuno de’ fratelli suoi, Federico : « I» delirii della di lui ultima in-55 fermitk non erano che tesori di55 erudizione . Conserverò sino a55 che avrò vita 1’ illustrazione di55 un passaggio della guerra civile>5 di Cesare eh’ egli dettò a Diò-5> nisio, mio figlio, nella vigilia»> del di in cui per sempre ci se-55 parammo. Ga mente più serena55 ed istruita non avrebbe potuto» far tanto, specialmente in sup-5» plire con 1 ’ aiuto di Patercolo ess di Plinio una lacuna, che esiste55 io tal passaggio .... Con quale55 cristiana rassegnazione e fortez-55 za incontrò la morte ! quai ri-55 cordi di sapienza dettò al figlio55 al nipote ed a noi tutti! com’o-55 gli ci suggeriva conforto poco55 prima del leggerissimo sonno ,55 che ce lo rapi in eterno ! E son-55 no fu la morte del mio amatissi-» mo fratello, senza stento, senzas) agonia ; talché sulle prime lo5> credemmo svenuto ( i ) 55,

( 1 ) Vedi l’Elogio tra quelli dell' ah.Serafino Gatti Voi. 1 . pag. 1 53. (Na-poli i83a in 8.)

X). ViCCOUNS.

COMPAGNONI (Pietro), eb-be i natali in San Gorenzo, villadel territorio di Gugo, ai 28 mar-zo 1802, da Francesco e DomenicaGuerrini famiglia di alta religionee d’onestà specchiata , presso cnidocile e riverente figliuolo passò