acfcn*© al Scrrao apposto, il so-vrano energicamente avanzò lepremure alla corte «li Roma acciòdileguate le sinistre interpreta-zioni concepite su di alcune pro-posizioni dal Scrrao pubblicate,venisse con sagrato alla fine. Cositu eseguito, e con gloria fatto ri-torno in Napoli, partila seguitoper la chiesa a lui destinata. Do-po averla governata per moltianni con pace e tranquillità, fubarbaramente ammazzato da unaturba di facinorosi, che 1’uccise-ro mentre era in letto nel 1779.
Marchese di Viiiaeosa.
ALDINI (Cav. Giovanni). Dal-l’avvocato Giuseppe Aldini e daCaterina sorella all’ immortaloLuigi Galvani nacque Giovanniin Bologna a’dì 16 aprile 1762.Ebbe a maestri i chiarissimi Giu-seppe Vogli in filosofia, Sebastia-no Cautcrzani nella fisica ed Eu-stachio Zanotl.i nelle matemati-che applicate. A dar mostra diacuto ingegno nel 1778 innanziche si laureasse sostenne con sin-golare riedita pubblica disputaiilosoiica in santa Caterina in viaSaragozza, e dopo altra più solen-ne nella università intorno allescienze fisiche, data facoltà achiunque di argomentargli incon-tro. Da queste cose acquistava talgrido che tosto chiatnavasi nel col-legio Montalto ripetitore di filo-sofia, facoltà che passava ad inse-gnare nel Seminario, da cui sitolse per salire nella patria uni-versità una cattedra di fisica con-feritagli dal Senato che nel 1787e nel 1790 gli diè due altre cat-tedre di filosofia, lodandolo comeassiduo ricercatore de’ fenomeni«Iella natura e perito di lingueoltramontane. Il i7<)8 vedealosuc-«•.edero al Canterzani ; c quindirecarsi a Milano per sostenere idiritti «Iella bolognese università,il dia non solo adoperò oltre ì’e-
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spoliazione, ina chi reggea le co-se il ileputù con altri flotti ordi-natori dell’Istituto italiano. L’Al-dini usò ogni studio perchè inBologna avesse suo seggio il Col-legio de’dotti, e 1’ ottenne. Veni-va quindi eletto a presiedere allabiblioteca bolognese, e nell’annoappresso a quella dell’istituto na-zionale. A «juesti tempi gli si ac-cumularono gli onori e le carichementre fu deputato a vegliare sul-le scuole normali, poi ispettorealle biblioteche dello Stato,© po-scia professore di fisica sperimen-tale in patria. Fatto cavaliere «Iel-la corona di ferro nel dicembre1807 chiamavasi al consiglio «liStato in Milano. Prima di questitempi a fornirsi di maggior sape-re aveva percorsa l’Italia visitan-do gli uomini pili chiari, e gl’ i-stituti più celebri. Egli è fuord’ ogni dubbio che 1 ’ Aldini fu ilpropagatore e diffusore più zelan-te «ielle fisiche dottrine. Non ap-pena il Galvani ebbe osservate lecontrazioni «Ielle rane e quindime«litata l’elettricità animale, chel’Aldini, ripetute le sperieuze inquaut’ altri animali potè, corse1 ’ Europa a bandire il portentonovello, e lo bandi e mostrò al-l’istituto di Francia e all’ accade-mia di Londra, ne’ quali luoghied altrove fondò accademie gal-vaniche. Di tali suoi sperimentiiliò a luce dapprima due disserta-zioni latine, appresso due volumiin lingua francese che furono vol-tati nella tedesca e nella inglese.Nè soltanto studiossi diffonderele dottrine galvaniche ; ma sem-prechè venivagli trovata utileverità o nuova o giovevole mac-china, ei percorreva l’Europa dan -done la novella e la dimostrazio-ne ; e se altri facea lo scnopri-mento subito a quella parte vol-gendosi cerlificavasi con ripe-tute spcrienze ; movendo posciaa predicale dovunque il nuovo