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[Volume terzo e volume quatro.]
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altre cose, Fra le quali merita spe-ciale ricordo la porta egizia tuttadi bel granito rosso di Tebe, chedalla sala a croce greca introducealla testé detta gran rotonda: por-ta decorata lateralmente a’suoi sti-piti da due telamoni tratti dagliscavi di villa Adriana a Tivoli, iquali ritti su due piedestili in ton-do Fanno puntello a un dorico in-tavelamento risaltato a piombo diquelli con metope e triglifi, ediscrizione nell’ epistilio - MuseumPium - due vasi sui detti risalti,e arcovolto in dentro sulla paretea finimento di essa porta, e a cor-nice di un bassorilievo esprimen-te un combattime nto di gladiatoricon fiere.

Colà di mezzo alila immensa am-piezza di quella città vaticana viha pure del Camporese la caser-ma delle nominate corazze, mili-zia che a que’ di sosteneva ufficiodi guardare il sovrano. Ma quel-l’edificio quantunque grande uonè bello, mentre per avventura tie-ne ad una maniera che non fu nèla prima nè 1’ultima dell’artefice,pizzicando invece di amendue con-tusamente.

Mutate le cose di Roma , strap-pato il pontefice santo dal suo seg-gio, ed erettosi qui un governoche intitolavasi repubblicano , learti belle figlie della pace sentiro-no tosto il micidiale effetto di quel-la calamità, mercecchè a cuitol i diesse fu chiusa ogni via e tolto ognimodo all’ operare. E fu allora ap-punto che il nostro artista feceuscir fuori una serie di stimabiliprogetti architettonici da lui stes-so inventati ed incisi con moltagrazia e verità di chiari e scuri inbistro. Una protomoteca, un nau-museo, una caffetteria, un edificioper terme, un arco di trionfo, uncasino di campagna, un come tem-pio ideato a’contenere alcune piùfamose opere di Canova, ed unmonumento progettalo a conser-

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vare eterna una cotal memoria,costituiscono la serie suddetta.

Sotto il principato di Pio VIIpreservò da imminente rovinaquella parte dell’anfiteatro Flavio,che è volta a mezzodì, consiglian-do di addossare a quegli sconoc-chiati archivolti e piloni di gravitravertini quell’ enorme sperone ,che desta tanta maraviglia e stu-pore o si consideri la mole sua co-lossale o le difficoltà di meccanicasuperate nel portarlo a tanta al-tezza.

Ne’ tempi della usurpazione na-poleonica e poco prima e anche dipoi raddrizzò le tre colonne deltempio di Giove tonante: scavò ecinse di muraglie gli archi di Co-stantino e Settimio Severo: vuotò1* interno della cavea del ricordatoanfiteatro, e vide, e con esso tuttividero, il mirabile lavorìo di queiluoghi sotterranei: scoprì partedel piano della basilica e foro diTrajano, collocando ai posti loro irocchi di colonne qua e là rinve-nuti, e decorando le mura, elioricingono in forma basilicale lavastità di tale scavo, delle prezio-se anticaglie appartenenti a queisuperbi edifici. E quando nel i 811nasceva a Napoleone un figliuolo,il nostro architetto creava di sup in-gegno e dirigeva la illuminazionede’ vetusti romani monumenti conlampade a variopinti colori: delquale spettacolo il popolo disusa-tamente maravigliò. Fu pure inquella congiuntura che egli deco-rava la vastissima sala del palazzosenatorio sul Campidoglio, e davaal circo agonale forma di stadioper le corse de' cavalli col fantino,con gradinate attorno, steccato adue colonne trionfali lungo la spi-na di esso circo: di quel medesi-mo circo che fino dai tempi di Ales-sandro Severo fu sempre teatrobrillante di giostre, di tornei, d’il-luminazioni , di fuochi e di festele più solenni e grandiose. ■