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raccolto egli stesso, o ereditato daisuoi maggiori. Ciò erano papiri,tavole di bronzo, gemme inta-gliate, antiche iscrizioni, e altrioggetti molto pregevoli. Per sif-fatto dono il papa gli pose gran-dissimo affetto, e per mostrarglila sua gratitudine lo volle creatocuratore perpetuo del detto mu-seo con ricco onorario. Il Vettoriaccettò volentieri questa carica el’occupò finché visse. Menava inRoma vita solitaria e aborrentedai rumori del mondo, e solo sideliziava de’ suoi cari studii, edella compagnia di pochi uominidotti, che una volta alla settima-na radunava in sua casa per te-nere ragionamenti di scienze edi lettere. Negli ultimi anni pas-sava molte ore del giorno in re-ligiosi esercizii : aveva costumionestissimi, ed era mirabilmentemodesto e leale. Nè solamente sidilettava degli studii, ma era aglistudiosi largo di protezione, egliincoraggiava con mezzi più po-tenti delle parole. Fu amico dimolti dotti dell’ età sua : e fra itoscani fu amicissimo al pro-posto Gori, al canonico Bandi-ni , e al segretario Pelli, il qua-le dopo la morte del Barone diStosch gli fece acquistare le gem-me cristiane e altri preziosi og-getti di quel museo. Al Gori con-cesse l’uso della sua villa di Quar-to, e stava con lui in continuacorrispondenza di lettere le qua-li manoscritte si conservano nellaMarcelliana. Il canonico Bandinigli intitolò le sue opere, e perfargli cosa grata pubblicò la vitae le lettere del famoso Piero Vet-tori. Mori il di io maggio dell’an-no 1770 (i). La biblioteca prege-vole per molti codici e per una
(i) Nella Biografia universale sili-ce che muri nel 177!!, ma questo è unerrore manifesto, perchè nelle Novelleletterarie di Firenze troviamo la sua
l'accolta di edizioni del Secolo XVe xvr, la quale aveva avuto il suocominciamcnto da Piero testérammentato, fu aumentata daFrancesco, e dopo la sua mortefu Comperata dal Duca di Bavieraper arricchirne la biblioteca pa-latina di Manheim, tranne unaparte che rimase al D. OnoratoGaetani.
Le opere che abbiamo del Vet-tori alle stampe sono le seguenti:
Veteris gemmae ad crislianumusura explanatio. Romae ex Ty-pografia Rochi Bernabò, 1752.
La medesima Dissertazione sitrova accresciuta e ristampata dafPagliarini nel 1760.
Nummus aureus Christiana-rum, commentarius. Romae, Ty-pis Zempellianis, 1737.
Epistola ad clarissimum vi-rata Mariam Paciaudi de Mu-sei Fictorii emblema te et de non-nullis numismatibus AlexandriSeveri. Romae Typis Zempellia-nis, 17O7.
Il Fiorino d’oro antico illustra-to. Firenze, nella Stamp. di S. A.R., 1738.
Dissertatio glj'ptographica, sivegemmae duae vetustissimae em-biematibus etgraeco artificis no-mine insignitae, explicatae. Ilo-mae, Typ. Zempell. 1709.
De septem Dormientibus histo-ria ectypis Musei Fictorii ex-pressa, dissertationibus etveteri-bus monimentis illustrata. Romaeex Typ. Paleariniana, * "74 * -
Animadversiones in lanellamaeneam. Romae ex Typ. Zem-pellianis, 1741-
Numisma Equitis Odam pro-latum. Romae ex officina Jo. Zem-pellianis, 1742.
necrologia ’alP anno t "7 0 ■ Ri pure sidice che fu fatto direttore del museoVaticano da Benedetto XIV, e non daClemente XIV, come si legge nella Bio-grafia suddetta,