De ve tu state et forma Morio-grammatis Nominis Jesu. Ro-«nae, Typis Zempellianis, iqfó.
Dissertano apologetica de qui-busdam Alexandri Severi tiu-imsmatibus. Romae, ex Typogr.Zempellian. 17 49 *
Dissertatio plùlologica, quanonnulla movimenta sacrae ve -tustatis deprompta acri incisatabula vulgantur, expenduntur ,illustrantur. Romae ex Typogr.Palladis, i^ 5 l.
Del Cullo superstizioso di Ci-bele. Roma, Stamperia d’ Apollo,1 753. Atto Vunnucci.
POLITI ( Alessandro), nac-que di onesta famiglia di cittadi-ni in Firenze ai io di luglio del1679. Dotato dalla natura di sve-gliato ingegno e di molto traspor-to agli studii, frequentò tino dagiovanetto le sicuole dei Gesuiti,dai quali fu amimaestrato nellelettere umane. Sopra ogni altracosa si dilettava dell’ eloquenzalatina e di ogni sorte di erudizio-ne. Ma veduto iche d’ ogni erudi-zione è fonte la lingua greca, adessa rivolse tutti i suoi pensieri,e sotto la scorta del p. GiacomoMaria Airoli la studiò con tantosuccesso, dii far sentir meno gra-ve la perdita che Firenze fece nel1729 del celebre Anton MariaSalvini. Di questo amore, che siera messo in lui fino dalla piùgiovane età, ci fa testimonianzaegli stesso in una lettera scrittanegli ulti mi anni della sua vita alp. Bertra ndo : Jamque annos tre-decim rnatus, dice egli, graeca-rum Literarum dulcedinem degu-staveram, manumque etium adnonnullos latinorum poetarumvarie illustrandos admoveram .Circa all’età di quindici anni sirese alla Congregazione dei PP.delle Scuole Pie, ed ivi con ugua-le ardore continuando l'intrapre-sa carriera , nel tempo del suo
noviziato pose mano ad alcunilavori letterarii, che mandò ma-noscritti al p. Coccapani suo pro-vinciale, che gli portava singola-re all’etto e lo incoraggiava al benfare. Studiò filosofia e teologia inFirenze ed in Roma, e del suomolto profitto ottenne -bella lodein pubbliche conclusioni nell’ oc-casione del capitolo generale delsuo ordine. Terminati gli studii,e, come portava il suo istituto, discolare divenuto maestro, insegnòper lungo tempo in Firenze re-torica e filosofia peripatetica. Ma,sebbene dal suo ordine costrettoa tariti svariati studii , non ab-bandonò mai quello a lui tantocaro della lingua greca, della qua-le per tenere in sè sempre piùvivo l’amore usava di conversarecol dottor Angelo Maria Ricci ,professore di lettere greche nel-1 ’ università di Firenze. Per ave-re poi più facilità di approfon-darsi in quella dottissima linguacome pure nella latina, si dettea procacciarsi ottime edizioni discrittori greci e latini, e codiciquanti ne poteva trovare ; e del-le prime specialmente ne acqui-stò un buon numero aiutato ebeneficato da Giorgio Jakson eGiovanni Gibson inglesi, i qualipoi gli furono di non piccolo gio-vamento nella pubblicazione del-le sue opere. Tentò ancora di fa-re acquisto del codice greco diPlatone scritto nel secolo x chepossedevano i pp. Certosini diFirenze : ma non essendogli sta-to possibile, egli ne rilevò i mol-ti pregi e disse che, in caso divendita, non meritava meno dicento doppie. Per la qual cosapassando poco appresso di Firen-ze Alessandro Riccardi bibliote-cario dell'imperatore Carlo VI, èsentito che poteva comprarsi atal prezzo, ne fece subito acqui-sto e lo portò nella Biblioteca Ce-sarea.