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[Volume terzo e volume quatro.]
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Il Politi intanto avea pubbli-cate alcune operette di filosofìa eteologia, e nel 1712 dette alla lu-ce un’opera intitolata : De patriain Testamentis condendis pote-state: dedicato a Salvino SalviniSuo amicissimo. Ma essendo que-sto argomento molto estraneo daisuoi studii, avvenne che incorsein molti errori, e che egli stessosi pentì di averla pubblicata co-me apertamente confessa in unalettera al padre Bertrando. Tuttii suoi pensieri però erano (inoda questi tempi rivolti ad un’o-pera che gli dovea dar fama dieccellente grecista, e ciò era latraduzione dì Eustazio. Eustazioarcivescovo Tessalonicense, chefiori nel secolo xir, in frutto deisuoi laboriosi studii sopra Omeroavea raccolto tutto quello che erastato detto ad illustrazione dellecostumanze, della religione, del-la geografia, della storia, dellacronologia, e delle condizionimilitari e politiche della Grecianei tempi omerici, e questa ope-ra scritta grecamente l’aveva in-titolata Commentarli sopra Ome-ro. Il Politi pose tutto l’animosuo a recare in latino l’opera diEustazio, e tutto quel tempo chegli rimaneva dopo le occupazionidella sua carica lo spendeva inquesto lavoro. Poco dopo che viebbe posto mano fu mandato ( eciò fu nel 1716) a Genova perchèinsegnasse teologia : non abban-donò per questo il suo Eustazio,ma lo continuò poi con piii sol-lecitudine quando nel 1^18 futornato a Firenze, sebbene ancheallora procedesse assai lentamen-te per le molte difficoltà che glisi paravano continuamente da-vanti. Egli voleva voltare dal gre-co al latino parola a parola, e ren-dere sempre la forza di ciasche-duna: il che era difficile assai,perchè quello scrittore ha unamaniera tutta propria di espri-

mersi, e non è sempre facile adintendersi, se non chi lo abbiastudiato di molto. Ma arrivato ilPoliti al 1723 ne pubblicò il pri-mo Saggio che messe in tuttigrande il desiderio di vedere Fo-pera intera. E di fatti riuscì la-voro di molto pregio: l’origina-le, a giudizio de’ più intelligen-ti, è reso a meraviglia, e le paro-le latine in cui è voltato sono ditutta eleganza: e le note appo-stevi ad illustrazione de’ passi piùoscuri fanno vedere di quantarecondita erudizione fosse forni-to il traduttore. Il Fabbroni os-serva però che molte volte l’a-more dell’ erudizione lo fa de-viare anche troppo dal soggetto;perchè volendo ostentare dottri-na ed ingegno, ora la fa da teo-logo, ora da geografo, ora da ora-tore e poeta, e più spesso da filo-sofo e da grammatico, e ciò forsecon troppa diffusione. Di questolavoro videro la luce solamentei primi tre tomi dedicati al gran-duca Gian Gastone dei Medici,al pontefice Clemente XII, e aLuigi XV di Francia: e questoavvenne negli anni i^ 3 o, 3 a e55 . Si era posta mano anche alquarto, ma, nata discordia fra1 ’ autore e il tipografo BernardoPaperini, 1 ’ edizione rimase in-terrotta, e ci dobbiamo dolereche sia rimasta sempre in granparte inedita un’opera tanto uti-le agli studiosi di Omero.

Il Politi con questa opera ac-quistatosi molto nome, fu elettonel t y 33 a professore di linguagreca nell’ università di Pisa, ein appresso nell’ università me-desima passò alla cattedra di bel-le lettere e di eloquenza, la qua-le era restata vacante fino dallamorte del celebre Benedetto A-verani. Qui bellissimo gli si of-ferse il destro di mostrare quan-to fosse valente, e di essere som-mamente utile alla gioventù