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edizione del Martirologio, e l’a-dornasse di sue dotte illustrazioni,che a lui darebbe molta lode esommo onore alla cristiana re-pubblica. Onde il Politi tornatoa Firenze e a Pisa con la mentepiena di questa idea, tutto si ac-cinse a quell’opera e nel fjSi nedette alla luce il primo volumeche comprende il mese di gen-naio. Pervenuto al 1752 ne avevapreparato anche il secondo, quan-do lo colse una grave disgraziache lo messe neU’estreina desola-zione : e ciò fu una caduta chegli offese il braccio e la mano de-stra per guisa che non fu più ca-pace a scrivere da se medesimo.Questa disgrazia gli tolse la pacedell’animo. Perchè in quest’uo-mo lo scrivere era divenuto unbisogno, al quale ora non poten-do più soddisfare, ne doveva dinecessità rimaner disturbato gra'-vemeote. Quindi è che menandola sua vita dolorosamente fu col-pito da un accidente apopleticoche gli tolse la vita : avvennequesto nel medesimo anno 1752■ai 25 di luglio, pochi giorni do-po che egli si fu recato a Firen-ze per assistere alla stampa delsecondo volume del Martirologioromano.
Egli ebbe molta riputazione,fu amato dal pontefice Clemen-te XII, da Benedetto XIV, dalGranduca di Toscana, e conver-sò per lettere con uomini insigniper sapere, quali furono AntonMaria Salvini, Benedetto Avera-ni, Enrico Newton : ma dellaconversazione dei presenti nonsi curava : perocché si dilettavaper modo dello star solo, che al-tri avrebbe detto tener del selva-tico. Sdegnava le visite reputan-dole perdimento di tempo : ma èvero però che da questo fare siera alquanto allontanato in vec-chiezza. Studiava alle opere suecon maravigliosa assiduità. Era
facilmente irritabile, si offende-va di ogni cosa più lieve, e di leg-gieri muoveva lamenti sul fattoaltrui. Spessissimo poi si lamen-tava della fortuna che Io avessefatto nascer povero, e che perciògli fosse impedito di pubblicarle sue opere. Faceva volentierida aristarco sugli scritti dei let-terati, ma montava in isdegno alsentire le censure dei suoi, quan-tunque dicano che mai non glimagnificasse. A dir breve egli erapiù accomodato a viver nella suastanza di studio, che nel mezzo-delia società ( V. Nov. Fiorenti-ne, Fabbroni vitae etc. T. 8. ).
Opere edite
Philosophia peripatetica exmente S. Thomae Aquin. Floren-tiae, 12, 1708.
Selecta Christianae Theolo-giae capita. Ibid. 4> >708.
Oratio ad Academicos Crii-scanos, etc. Florentiae, 1709.
De patria in testamentis con-dendis potestate, lib. jr. Ibid. 8,1712.
Specimen Eustathii nunc pri-mum latine versi. Ibid. 4 , 1725.
Eustathii etc. Commentarli inFiomeri Iliadem Alex. Politusnunc primum latine verlit, re-censuit, notisque perpetuis illu-stravit. Florentiae, tom. tres fol.
1730, 52 , 55 .
Vita della Serva di Dio SuorMaria Angela Gini. Firenze, 4 ,1738.
Epistola ad Cajetanum Moni-liam. Fior. 4 , • 7^*9-
Confronto della lettera latina(suddetta) col ristretto della me-desima stampala nelle Novelleletterarie di Firenze N. io. 4marzo in4o.
Eustathii Commentarli in Dio-nysium Periegetem , Alex. Poli-to interprete. Coloniae AUobro-gura, 8, 1742.