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[Volume terzo e volume quatro.]
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utelle lettere. Meditò la sapienzad<ei latini scrittori, e quella beataliing'ua ebbe in delizia, e tanto visi approfondò da non esser se-condo a nessuno dell’ età sua. Ciòfanno chiaro molte cose latina-mente scritte con quella grazianativa ed ingenua, con quella ele-ganza non ricercata che fa cono-scere il possesso vero nello scrit-tore: tra le quali non vuoisi tace-re d’una traduzione (ancora ine-dita) che ei fece delle favole delBertola scritta con mirabile venu-stà. Quel celebre favolista poichél’ebbe attentamente considerata ,così disse al chiarissimo prof. Pa-guini che glie l’avea presenta-ta — La traduzione di questo vo-stro Soldati, che mi duole di nonconoscere, mi sembra l’oriinuale,ed il mio originale una debole tra-duzione.— E poiché sono sulle tra-duzioni latine dirò ancora dei so-netti pastorali deldasio, ossia del-l’ab. L uigi Fiacchi ch’egli fecelatini con eguale grazia e facili-tà. Della quale traduzione cosiparla il chiariss. ab. Gio. BattistaZannoni nel giudizio eh* ei dettea stampa sulle favole, e sopra isonetti del Clasio. Parlando de’ so-netti così s’esprime — Fa anche1’ elogio di questi sonetti 1’ averlitutti voltati in latino il eh. signorah. Matteo Soldati professore diretorica nel seminario e collegiodi Pistoia. Noi abbiamo già avuto1 agio di bene esaminare questolavoro, e l’abbiamo trovato ele-gante, fedele, degno in una parolad uno che sia, com’ egli era a con-fessione di tutti, peritissimo deilatini scrittori. — È queste parolehanno moltissima autorità ripen-sando qual latinista si fosse chi lescriveva . Molti altri versi latinidettò sopra vario argomento, iquali per nobiltà, grazia e cando-re; n olla invidiano a quelli del Sau-ri.az:zaro, del Flaminio e del Casa.Kcl 1804 dette a stampa le sue Isti-

tuzioni retoriche , nelle quali s*vi è alcuna cosa a desiderare ri-spetto a novità di vedute, ed a cul-tura di stile, pure si rendono com-mendevoli per l’ordine veramen-te lucido , e per la giustez.za de»precetti. Quando dal governo fran-cese furono tolte al seminario lascuole di lettere, volendosi che neiseminarii solo si attendesse aglistudii sacri, il Soldati si manten-ne nella sua cattedra come profes-sore di sacra eloquenza; e fu inquel tempo che con grandissimostudio si diede a comporre quellelezioni che nel 1817 fece pubbli-elle colle stampe. L’ opera è divisain quattro parti ; nella prima trat-ta delle doti che si richieggono incolui che intraprende 1’ altissimoministero della parola: nella se-conda addita i fonti dove debbon-si attinger le prove a convalidarela dottrina evangelica: nella terzadà precetti intorno al modo colquale vogliousi istruire le varieclassi della umana società : nellaquarta tien proposito della dispo-sizione oratoria, dell’elocuzione,della memoria, e della pronunzia-zione. Il disegno dell’ opera è for-se più bello dell'esecuzione: granlume di genio non vi traspare , etroppo spesso si dimostra o freddoascetico, o retore. Anche lo stilepotrebbe esser migliore: sembrache ritragga troppo della profu-sione del Gasa senza conservarnel’eleganza eia ricchezza di lin-gua. Fatto sta che quest’opei-a puòesser letta con grandissimo profit-to da quanti si esercitano nel por-gere al popolo la divina parola.Tante fatiche e tanti studii ag-giunti alla gravosa opera dell’in-segnare consumarono le sue forzefisiche ed intellettuali. Il 17 apri-le 1822 fu l’ultimo della sua vitache già da due anni non era perlui addivenuta che una penosa edinerte esistenza. Ebbe animo dol-ce , festivo ; tanto contento del