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[Volume terzo e volume quatro.]
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usasse far contratto de’suoi lavo-ri prima d’incominciarli, rispose:che finito un lavoro voleva potercontare su quel po’di mercede,dicendo non essere da fare al-trimenti. Un altro pregio, tan-to più ammirevole quanto più ca-ro , si fu in lui la gratitudine:di che diede segno singolarmenteseguitando con pietosi uffici la me-moria di Felice Gianni pittore,pel quale rinnovandosi i funeralia' 28 giugno 1825 nel pio suffra-gio in Faenza, egli fece statue, vasie candelabri per la mole funebre,oltre avere contribuito tra’ primialle spese.

Pochi allievi ebbe Gio. Battista;ira non è a tacere Pietro Piani,che applicò indi alla pittura , eriuscì nel paesaggio: e PasqualeSjviotti nipote di lui , buon pit-tore, stanziato a Firenze. Avevapire istruito il padre Antonio Bri-g'.di minore riformato, che ha la-sciato de’ bei lavori in plastica. E-dicava altresì all’arte i nipoti natidii suo fratello Francesco.

Quanto alle forme del corpo,fu di statura mediocre, fronte spa-zila , guancie scarne , color palli-do, occhi vajati infossati ma vivi,ciglia alte e sottili , naso grande epiofilato, capelli fra il bruno e ilcastagno: butterato jn faccia, ecurvo alquanto della persona.

Quanto alle cose delle arti ve-deva molto innanzi; e giudicandodille opere de’contemporanei eraritenuto, ma schietto si nella lodeche nel biasimo. Quanto alle ope-re de’ trapassati lodava le cose bel-le. e non lasciava di notare col ri-dicolo i grotteschi o imperfetti la-yori. Aveva a mente la storia dellearti, massime dopo il risorgimen-to del buon gusto, e volentieri ri-cordava le cose osservate ne’suoiviaggi. Amando più di essere, chedi parere, ne tornò modesto comeera andato: a vederlo dimesso co-me andava , ninno avrebbe detto

lui essere da tanto nelle arti. Maegli era tanto più degno, quantomeno appariva all’esterno, e mo-strò vero quel detto: che nella u-miltà è sapienza.

Tra i più bei lavori fatti negliultimi anni sono da annoverare asua lode i seguenti.

Statue in gesso nella chiesa delmonastero del santissimo Saura-mento di Fognano, cioè: 1. Statuedi grandezza al naturale entro lenicchie della chiesa : S. MicheleArcangelo, l’Angelo Custode, s.Pietro, s. Paolo, s. Agostino, s.Domenico, s. Rosa da Lima, s. Ca-terina da Siena, s. Giuseppe, s.Fra ncesco Saverio, s. Teresa, e s.Maria Maddalena de" Pazzi, i. Sta-tue colossali nella facciata dellachiesa ; Fede e Speranza. Statue distucco : Cuor di Gesù , e s. Luigi.

Non sono da tacere i suoi lavoriprecedenti, cioè :

Due gruppi rappresentanti laRisurrezione ed il presepio di N.S. Gesù Cristo di cotto, con moltefigli rette, che donò per grato ani-mo al suo maestro Don Gordini.

Sei bassirilievi, fregio maschere,capitelli di cotto sull’esterno delcasino del conte Achille Ladercbi.

Statua di stucco rappresentantes. Nicolò da Bari per Meldola.

B. V. Addolorata quasi al natu-rale di stucco per Firenze, ripe-tuta per monte Senario (erano deipp. serviti in Toscana), per Civi-tella e s. Alberto.

Lo stesso soggetto al naturaleper Reggio di commissione delmarchese Gian. Demarià: ripetu-to quattro volte in que’ contorni,a Forlì, ed a Parma.

S. Cuore di Gesù nel Carminedi Faenza, replicato per le mona-che di Fognano.

S. Michele Arcangelo per lachiesa di questo titolo in Faenza.

S. Vincenzio Ferreri pei pp. do-menicani di Forlì, replicato perquelli d’Imola, tutti in istucco.