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segreto delle belle arti : più ope-roso che grande fu conosciuto essoe il fratello coi soprannome di Gra-ziarti ereditato dal padre, (i)
D. Vaccouni.
BARBARI (Giuseppe Antonio),( o, come altri scrivono , Barbaro )da Savignano , è nome tanto pococonosciuto in Italia, quanto hapieno diritto di esserlo tra i primi.Il Montucla non ne fa parola altutto, nè so io che altri ne abbiaparlato, dal Mazzuchelli in fuorie dal Nardi che ne danno un bre-vissimo cenno. Ma ben certo è chese il Barbari, anziché essere natoin piccolo luogo d’Italia , avesservuto per patria una grande città,ivrebbe ottenuto elogi e memoriewndegne dell’alto suo sapere. Pe-•occhè nel suo libro stampato pelManulessi in Bologna col titoloV Iride , opera fisico-matematicalibro raro e assai poco conosciuto)vi ha di molte cose che mostranoil vasto suo sapere si nelle fisicheche nelle matematiche, e vi è tan-to da potere affermare che moltecose scoperte dal Newton , eranostate vedute in Italia dal Barbari,prima che quel grande intellettopubblicasse la sua Ottica.
Di Fulvio Barbari, e di France-sca Manzi, agiate e ragguardevolifamiglie, nacque in Savignano nel1647. Non era peranco uscito difanciullezza che perdè il padre, erimase insieme col fratello FulvioAndrea sotto la tutela dell’ ottimamadre, che amendue li crebbe avirtù. Ma per parlare solo di Giu-seppe dirò che usava alle scuoledel comune in patria, e sotto la
( 1 ) Vedi 1’ articolo necrologico da m»inserito nel Giornale Arcadico di Ro-ma (Decàmbre i335 a pag. 343), dove«i noia, che i due fratelli Ballanti di-retti dal Gucci lavorarono in plasticai busti del Torricelli, del Sarti, del Buc-ci, del Lughi, che ornano l’ingresso allaPinacoteca della città di Faenza.
disciplina di Marino Zarapanellisacerdote specchiatissimo, il qualein secolo corrotto, rettamente in-segnò, e benemerito delle lettere,fece pronti e grandi progressi ingrammatica, umanità e retorica.Poscia diè mano allo studio delleS. Scritture , ove mostrò pure fi-nezza d’ingegno, e forza grandedi memoria. Appresso la madre lomandò a Rimini, perchè ivi ap-prendesse filosofia e matematica ,come infatto avvenne, anzi si mo-strò si bene disposto a questa gui-sa di studi, che gli fu concesso re-carsi a Bologna per meglio appro-fondire ne’ medesimi. La buonafortuna fe’ch’egli trovasse maestrocelebratissimo, qual era il Mode-?nese Geminiano Monta nari, il qua-le lo accolse con amore assai, e co-nosciutolo, 1’ ebbe come fratello.Sotto la disciplina del Montanari,il Barbari si fe’ sì addentro neglistudi matematici e fisici, da dive-nire presto segno all’ammirazionedi tutti. E crebbe a tanto la famadel suo sapere , che essendo eglitornato in patria fu invitato allacattedra di matematica nell’ uni-versità di Bologna , carica di cuiper sola umiltà fece rifiuto. E que-sto fu nell’anno 1692. Incitato da-gli amici a condur moglie, altri-menti la casa rimarrebbe spentain lui, giacche il fratello FulvioAndrea era uomo di chiesa , e di-stintissimo per virtù e per sapere,egli si piegò al desiderio loro, e ili 5 novembre del 1682 si congiun-se a Laura Giannini da Longianodonna per casato e per virtù pro-prie rispettabilissima. Ebbe diquesta due figliuoli l’un maschionatogli nel i 683 a nome Giambat-tista, l’altro femmina a nome RitaColomba, nata nel 1 685 . Ma men-tre il Barbari viveva fra le dolcez-ze della sua virtuosa famiglinola,gli mancò la moglie nell’ anno1686 non avendola avuta a comps-^gna della vita più che quattro anni.