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[Volume terzo e volume quatro.]
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Se rimanesse deserto il Barbari atale sciagura non ò a dire, tantopiù che nella sua donna aveva lospecchio di tutte le domestichebontà- Consolavasi però che la suavecchiezza reggerebbero i due fi-gliuoli che di lei aveva presi, e sirassegnava al volere di Dio. Tutta-via nel 1700 il a4 agosto sostennealtra gravissima ferita nel cuore re-catagli dalla morte del suo fratelloFulvio Andrea, che egli amavateneramente. Ma quello che colmòl'anima di lui di amarezza fu laperdita del figliuolo suo Giambat-tista , il quale dopo avere dati se-gni di svegliatissimo ingeguo, ed’indole composta ad ogni lode,essendo già innanzi nelle scienze,gli fu tolto da morte in età di soli19 anni nel 1702. Del quale disa-stro senti egli tutto il peso, sebbe-ne religioso com’ era consolavasinel sapere che Dio vuole sempreciò che torna meglio per noi. Ri-masto solo, poiché la buona suaRita aveva preso il sacro velo nelnobile monastero di Roncofreddoin Romagna, ove sostenne le pri-me cariche, e morendo lasciò san-ta nominanza di sè, venne in pen-siero di ritirarsi pur egli a finirela vita in un chiostro. E però il23 maggio del 1782 entrò alla con-gregazione de’ sacerdoti di s. Fi-lippo in Cesena. Ne fu in giubilotutta quanta quella religiosa fami-glia , la quale ben conosceva chegrand’ uomo a lei riparava. Dopoavere dati segni della piu maravi-gliosa bontà e religione fu consa-crato sacerdote. Nel 1787 resosi inpatria il nove di settembre perriaversi un poco, conciossiachè eraa mala condizione di salute, vi in-fermò, e in breve passò di vita frail compianto di tutti, il giorno i4settembre. Il suo cadavere fu ac-compagnato con devota pompanella chiesa del Pio Suffragio, inditumulato nel sepolcro della suagente in s. Sebastiano chiesa de*

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minori osservanti. Fu il Barbarimodestissimo, affabile, temperanteassai nel cibo e nel vestire, e reso-si uomo di chiesa divenne poi a-stinente, semplice, generoso e li-mosiniero a segno di dar tutto a*poveri. Della 6 ua pietà mi terròavere detto tutto, quando affer-merò che in tutta la vita odorò o-dore di santità, e morto che fu, sinarrarono prodigi avvenuti perintercessione di lui. (Vedi Nardidei Compiti, Pe 6 aro per Nobili1827, a pag. 149)- Pietro Borghesiuomo chiarissimo dettò un brevecommentario della vita del Barba-ri, il quale manoscritto si conservanella pubblica biblioteca di Savi-gnano, e da cui sono nel più trat-te le presenti notizie. Ebbe il Bar-bari fama a’suoi di. Il cardinaleDavia discepolo di GeminianoMontanari avendo sovente uditocome quel grand’ uomo si lodavadel Barbari, n’ebbe si alto concet-to, che appena giunto al vescova-do di Rimini ricercò di lui, e sa-puto con dolore com’ egli era pas-sato di vita, volle almeno a conso-lazione averne alcuni scritti. Seb-bene poco di scritti v’era, giacchéi meglio aveva il Barbari stessoclonati al celebre generale Marsilidi Bologna, che gli era stato con-discepolo, ed era venuto per gran-de stima che ne aveva a visitarloe a consultarlo de’ suoi studi a Sa-vignano. Sappiamo poi da una let-tera di Matteo Berloni avvocato digrido ed auditore della rota Bolo-gnese e Genovese, poi canonico evicario generale della chiesa diRimini ( Vedi il cit. Nardi a pag.1) che il libro deWIride era te-nuto in pregio assai. ss Questo li-si bro ( scrive egli ) è assai stimatoss per essere d’un sistema nuovo ess particolare, ed io so che uominiss celebratissimi ne hanno fatto>1 assai conto, come facevasi della« stessa persona dell’autore, uomo>5 dottissimo, filosofo e matematico,