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« e se la di lui umiltà non l’aves-si se tenuto nascosto, eertamen-n te di molto avrebbe spiccato n.E perchè ognuno giudichi da se ,ecco una breve analisi all’opera delBarbari. Il principale scopo dell’o-pera è intorno l’Iride, ed è uncommento ad Aristotile De figuraIridis, e mostra ove gli spositori ofraintesero, o falsarono le dottrinedel gran maestro di color che san-no. La prefazione apposta innanzial libro è piena di cose dotte, e ve-ramente tutte proprie dell’autore.E' bello assai l’ordinamento cheil Barbari fa di quel mirabile fe-nomeno che è l’Iride riguardo aitre effetti principali, cioè: i. quel-lo dei colori nell’ Iride prima eseconda, e quello del totale rove-sciamento loro nella seconda, i.Quello della ligura costante e per-fettamente circolare delle due Iri-di, e della postura loro rispetto alSole. 5 . Quello infine di rendersia noi visibile più o meno partedell’ Iride a seconda che il sole èpiù o meno vicino all’orizzonte.Alla pagina 65 accenna causa pre-terita da Aristotile del seguente
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fenomeno « quanto sono pm pic-cole le porzioni visibili dell’Iride,tanto sono maggiori i circoli a cuiappartengono», e mostra che quan-to più alto sarà il sole sull’orizzon-te, e iu quanto più piccola porzio-ne sarà l’Iride figurata, tanto ellaapparterrà ad un circolo più gran-de. A prova di questo si vale di dueproposizioni geometriche dimo-strate sinteticamente con molta fi-nezza e squisitezza di giudizio.Alla pagina 85 mostra a quale al-tezza del sole l’Iride abbia un dia-metro estesissimo, ecoucilia la suadimostrazione colla osservazionenaturale fatta dal Cartesio e dalGrimaldi intorno la costante lun-ghezza ne’diametri dell’Iridi pri-ma e seconda, Ma per quanto ve-neri e segua Aristotile apertamen-te il Barbari dà a vedere che la
spiegazione data dallo Stagiritasulla causa de’colori nell’ Iride, delloro collocamento, e dell’invariatodiametro, è insufficiente e inop-portuna. Ed a prova della sua as-serzione reca innanzi una bellissi-ma osservazione fatta da sè in unacol suo maestro Gemiuiano Mon-tanari, sopra un’Iride lunare av-venuta in Modena nel 1662. Eglia chiare parole espone, essere ne-cessario alla produzione dell’Iride,che una nube risoluta in gocciolominutissime d’ acqua si trovi col-locata di rimpetto al sole, e sia da’suoi raggi percossa, e mostra con-tro l’autorità d’Aristotile e de’suoiseguaci , la riflessione ordinariadella luce del sole in una nubenon essere causa dell’ Iride , finch’ella tiene forma di vera nube,e a confermazione della sua teoriamette innanzi gli ■effetti prodottidalle piogge artifi ziali , e daglisprazzi delle fontane : quelli dellesfere di cristallo piene d’ acqua edesposte al sole, nelle quali egli diceche fino all’inclinazione di £2 delraggio visuale sulla linea che pas-sa pel centro solare veggonsi di-stintamente i colori dell’ Iride ;ed alla inclinazione di 5 s si appa-lesano in senso inverso: finalmen-te quelli de’ globi di cristallo pie-ni d’acqua, e in una camera appe-si alla volta della medesima, dovericevono il raggio di un lume ar-tifiziale, e dove s’innalzano o siabbassano per avere la diversitàdei colori. Il quale ultimo speri-mento ognun sa quanta celebritàfruttasse al De Dominis fino dal-l’anno 161 r. Il Barbari per tuttoil commento ha pressoché semprefatto uso con molta chiarezza eproprietà della geometria e tri-gonometria sintetica : ma più dif-fusamante ne usò alle pagine 84 ebj ove adoperò assai bene i seni,le tangenti, e 1’ algoritmo alge-brico.
Dopo tutto questo , ciò eh»