merita maggiore considerazione siè ciò che toccai sulle prime, cioèche il Barbari stampò nel 1658, eil gran Newton parlò dell’Iridenella sua ottica stampata l’anno' 7 0 4 > perlocliè il Barbari l’avreb-be precorso di 26 anni. E se egliè da credere al Montarla (parte iv,lib. iv, pag. 2 ( 13 ) il Cartesio spie-gò tutto il fenomeno dell’Iride,meno però d'onde vengano i co-lori e la loro disposizione , la qua-le ultima circostanza dovuta alladiversa refrangibilità de’raggi, ilMontucla la tiene spiegata soltantodal Newton ; sicché niun altro ilCartesio trovasse modo a darne lavera spiegazione. Ma se cou men-te tranquilla si porranno bene adesame le pagine xxvm exxix deldiscorso sull’Iride nell’opuscolodel Barbari, si vedrà chiarissima-mente annunziata la rifrazione ela diversa inclinazione de’ raggiche per quella essi prendono, on-de poi nascono i colori rosso pri-ma, poi verde e giallo, e pavotiaz-10 iniine. La quale cosa , se nonerro, acquista grandissima lode alfisico-italiano Giuseppe Barbari;e perchè credo che niun altro ab-biavi posto mente, io vo’lieto diessere o primo, o tra’ primi a tri-butargliela , e di avere mostratoche egli deve essere messo traCartesio 0 Newton.
L’ eruditissimo Mazzuchelli, ilquale fece breve menzione del Bar-bari com’è detto (voi. 2, part. 1.pag. ) ci dichiarò che ebbe a-micizia e corrispondenza di lette-re col celebre M. Ciampini, le qua-li lettere scritte dal 1G90 al cyj siconservano mss. presso al chiaris-simo sig. conte Giuseppe Garampiarchivista e canonico vaticano (poichiarissimo cardinale di S. R. C.).In una di esse dei 6 maggio delìtìyi cosigli scrisse: »> Godo chev al giudizio di V. S. illustrissima55 sieuo riesciti non spiacevoli quei}) pensieri che si contengono nella
Vol. IV.
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)> mia lettera circa la produzione>> de’ parelii, e quanto al puhbli-» Carli nel Giornale di Parma, ri-» metto il tutto alla di lei pru-» deuza.
Il Barbari aveva statura alta ,molto pingue corporatura, carna-gione traente al bianco. Portava di-stesa la canizie dei capegli, avevafronte ben composta, e proporzio-nata, ciglia sottili, oeshi piccolima non disdicevoli, naso alquantoampio, labbra rilevate e sporgenti.Aveva un’aria di volto maestosa egrave, ma piena d’affabilità e didolcezza. Nè tacerò quauto il cita-to Nardi afferma di lui, ed è chesul line del 1789, apertosi il sepol-cro ov’era il cadavere di lui, fu tro-vato intero, e colle vesti conser-vatissime.
Perchè tutta Italia non paressesconoscente al Barbari, ben feceroi Savignanesi a porre onorevoletitolo nella pubblica Biblioteca aquesto loro concittadino, il qualese fosse stato meno modesto, avriacerto fama più estesa e più chiara.
G I. Montanaiu.
BASTA (Giuseppe), nacquel’anno 1743 a s. Nicolò dell’Altoda Michele o Stella Macri: di pre-coce ingegno avendo compiuto diiti anni gli studi minori, venne aNapoli, e dal Genovesi apparò fi-losofia : dal Cirillo (Giuseppe Pa-squale ) e dal Mangieri giurispru-denza: sulle traccie segnate da talimaestri seguitò a meditare alta-mente sul diritto romano , le cuiregole sono attinte a quelle del di-ritto di natura. Nel 1764 ri patrio,e ordinato sacerdote si diede all’av-vocheria ed alla predicazione e-vangelica; ma per cagione di salu-te ricondottosi a Napoli , apersescuola privata, ove alla frequentegioventù aprendo il lume del veroe del giusto, mostrò la giurispru-denza sotto altre forme mercè lasana filosofia, l’erudizione e il buon
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