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gusto, di cui era fornito. Da Ferdi-nando I. fu aggiunto all’universitàprofessore straordinario, e pocostante sostenne tre pubblici speri-menti per le cattedre i. delle Pan-dette, 2. del decréto di Graziano,5 . del diritto del Regno; ma cederdovette all’invidia, e perdè il po-sto che tanto bene gli conveniva.Ridottosi a casa trovò conforto nel-la sua scuola privata: le nuove ven-ture del Regno condussero nuovidominatori, da’quali volendosi ri-formare la legislazione, fu chiama-to a consulta; ma egli tenace delleantiche istituzioni non piegò in-nanzi al potere : e fu contento aduna cattedra nell’ università, dovesi fece ammirare sino al terminede’suoi giorni, che fu in dicembre• 8* 9.
Opere stampate
Jnstitutiones jurium universita-tum ec. ( Neap. 8, 1777 ) : Institu-tiones juris romano-neapolitani(Ib. 8, 1780 ) : Institutiones jurispubiici neapolitani ; pars I ( Ib.8, 1^85 ) : di queste usò nella suascuola Nicola Vailetta lettor dilegge. Nicola Morelli di Gregorio,gratificando al degno maestro, nonsolo ne disse 1 ’ Elogio nell’accade-mia de’ Filonomi il giorno dellapompa funebre, ma ne parlò conlode nel voi. 1 della Biografia decontemporanei (Nap. 8, 1826, p.
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D. v A.CC011NJ.
DE-OCHEDA ( Tommaso ),nacque in Tortona 1 ’ anno 1757da Diego Ocheda e da TeresaBigurra. Il ceppo del suo casa-to è in Siviglia : nel volto eb-be alcun che di spagnuolo: al-cuni il dissero spagnuolo : noi ilterremo italiano perchè natoed educato in Italia. In un col-legio di Lombardia compieva ilcorso di quegli elementari studii,
cui avea dato comiuciatnento frale domestiche pareti. Nella uni-versità di Bologna e in quella diPavia intese alla ragion civile. Sedeggiamo attenerci a quanto eglidi que’ tempi scrivea alla sua fa-miglia e a’ suoi amici, una incli-nazione fortissima il portava allafilosofia razionale e alla storia dcl-F intelletto umano. A satisfarequesta inclinazione eragli d’uo-po di lunghe meditazioni, di va-ste letture, e, per dir breve, dientrare in qualche rinomata bi-blioteca, ove tranquillamente u-vesse potuto raggiugnere lo sco-po de’ suoi più caldi voti : nonandò guari che gli fu porta unatale occasione; imperocché il Cre-venna, celebre fra’ bibliofili, ilvenne richiedendo per suo bi-bliotecario in Amsterdam, ove ilDe-Ocheda soggiornò dal gennaio1780 al marzo 1789.
Quando fu astretto di partirsidal Crevenna, che per domesti-che circostanze avea dovuto alie-nare buona parte della splendidasua biblioteca, trovò asilo pressoil conte Mirabello ministro al-l’Aja per la Sardegna, in qualitàdi segretario, al quale venne agrado fino dall’anno 1786, quan-do il De-Ocheda per diporto re-cossi all’Aja, viaggetto che gliprocacciò anche la conoscenza del-i’Oriani, che, per fare incetta ditelescopii, si era recato in Olanda.
Non andò molto che il conteMirabello dovè partire ; in suoluogo fu mandato dalla reai cor-te di Torino il cavaliere ReveI,presso cui il nostro Tommaso re-stò in qualità di segretario parti-colare , uffizio che non gli gradigran fatto. Prima però si recavaa visitare il Crevenna per richie-derlo di consiglio, se dovesse ono accettare questo incarico; dalche peraltro, fatte seco le ragio-ni, per dilicati motivi, si asten-ne. Come ritornava all’Aja rivide