il figlio del celebre lordNortb,«he avea conosciuto in casa delCrevenna. Quegli il raccomandòa lord Spencer, che abbisognavadi un bibliotecario. Sorti un buoneffetto la raccomandazione, e ilDe-Oeheda restò presso di lui intal qualità dal gennaio (790 alsettembre del 1818, dopo di che,a riparare lo fisiche sue forze,rotte più che non dagli anni dal-le continue applicazioni, rivideil bel cielo d’Italia, e prese stan-za in Firenze.
In gioventù ebbe relazione colManfredi juniore, col Canterza-ni, col Vario, collo Spallanzani,col Villa: conobbe di poi in Bo-logna il Minzoni, cine di que’dìfacondamente tuona'va dal per-gamo contro il Voltaire e ilRousseau ; lo Scarpa in Paviaquando per la prima volta questisalivaia cattedra d’anatomia, nel-la quale scienza segnò orme siluminose : conobbe il Runkenio,l’Hemsterhuis, il Voetnan, il Ro-sette, il Oeracchi, Igna/io Moli-na, che fu tra’ suoi più cari ami-ci ; conobbe principi, diplomati-ci, guerrieri.
Si volle eh’ e’ non avesse aper-to il cuore a’ migliori alletti so-ciali : taluno disse perfino esserestato un egoista ; ma dall’ averelui prestato cordialmente e gra-tuitamente aiuto a tutti quelliche aveano d’ uopo delle sue co-gnizioni, siamo inclinati a cre-dere piuttosto il contrario. Ciòche sappiamo con certezza, perquanto veniva scrivendo a’ suoiamici, si è, ch’egli rammemo-rava sovente con indicibile pia-cere que’ beati tempi, in cui gliverdeggiava il fiore dell’età desi-derabile, eh’ egli richiamava per-sino alla memoria que’ compagnidella sua adolescenza che forse1’ aveano posto in dimenticanza.Sappiamo pure, ch’egli ebbe unaspecie di culto pel suo Crevenna,
5i5
cui chiamava eccellente nelle pro-sperità, ammirabile nell’ avversafortuna: indizii tutti di un cuorben fatto.
Mancò a’ viventi in Firenze il16 febbraio dell’anno 1 83 r, e losue spoglie mortali ebbouo sepol-tura nel primo chiostro di SantaCroce, ove scolta in marmo silegge la seguente iscrizione det-tata dal celebre G. B. Nicoliiii.
Qui riposa
IL CAV. TOMMASO DE-OCHE DANato in Tortona nell* anno 1757Da Diego Ocheda e da Teresa BigurraAmbo (V illustre famigliaFu Bibliotecario della Libreria Crevenna edella SpencerianaDi semplici e illibati costumiDi molte lettere e squisiteDimorò lungamente neìt Inghilterra
Vacò agli studii come se nella vita nonfosse altra curaSollecito indagatore del veroChe si trova dopo lungo esameVolle per grande amore d'imparziale sapienteRifiutar quella gloriaChe ottener potea cogli scrittiMorì nel 16 febbra)0 del i83iLuigi Ocheda erede testamentario9 * m. p.
Se di lui nulla comparve alpubblico, sappiamo però, eh’ egliprima di essere bibliotecario delCrevenna, avea scritte alcune o-pere, una delle quali, ed era lapiù giovanile, avea per titolo :Della filosofia degli antichi : di-visa in tre parti , era precedutada una introduzione sulla diffi-coltà di conoscere il vero. La pri-ma parte versava intorno alla ge-nerazione del pensiero, la natu-ra, i destini dell’ essere pensan-te, la esistenza di un essere pri-mo, e fonte degli altri. La secon-da riguardava le relazioni reci-proche dell’uomo coll’uomo, del-l’uomo colla società; ed in essaveniva discorrendo del vanto chesi dovrebbe alle sentenze della6etta stoica, se la verità delle sen-tenze avesse a giudicarsi da alcu-ni effetti morali ; e siccome gli