Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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di pubblica economìa e di politica.Le virtù del Severoli vi sono ri-tratte al vivo. La battaglia di No-vi, 1 ’ assedio di Serravalle , i fattidi quel buon Italiano nella secon-da guerra germanica, e nella guer-ra di Spagna, come a dire l’oppu-gnazione d’ Hostalrich , 1 ’ assediodi Peniscola, la giornata di Al-munia, e la fazione di Reggio oveperdè d’ un colpo di cannone ladestra gamba, combattendo con-tro Gioachino Murat, sono toccatico’ più vivi colori dell’ arte orato-ria, e ragionati con grande mae-stria e sapienza. L’ elogio fu stam-pato in Faenza presso Montanarie Marabini nel 1823 in foglio coninnanzi il ritratto del Severoli einfine alcune iscrizioni del chia-riss. professore Michele Ferrucci.E questa 1 ’ unica opera a stampache ci rimanga del Torriggiani ,dalla quale ognuno agevolmenteconoscerà quanto egli avrìa potutofare se avesse avuta vita più ripo-sata e morte meno immatura.

Ma l’invidia movevasi contro ilTorriggiani, e non avendo di chemorderlo, cominciava denigrarnela fama, e calunniarlo, approprian-dogli opinioni che non aveva, edescrivendolo non qual era filoso-fo veramente, ma seguitatore del-le nuove dottrine, e innovatore.Le quali accuse sventando egli dicolpo, e riuscendone con trionfo ,non faceva che aizzar più fortecontro di se la rabbia degli emu-li. E comechè egli avesse animosicuro, pure non seppe tenersi sìforte da non accuorarsene; tantopiù eh' egli ecclesiastico si vedevaperseguitato da una razza d’uomi-ni veramente ipocrita, e trista, laquale voleva rimproverar lui dicolpe, di cui meglio dovevano ver-gognarsi gli accusatori. Cominciòadunque in tale turbamento d’a-nimo a venirgli meno la salute, etanto indebolì, che ognun che ilvedeva, conosceva non durerebbe

molto. A prova eh* egli era nettod’ogni colpa, basti sapere che fùnominato parroco, con vera esul-tanza di tutti i buoni, del qualebeneficio però non potè godere.Infatti dopo pochi giorni infer-mò, e ricevuti i conforti della re-ligione, perdonando di cuore aisuoi persecutori, passò di questaa più riposata vita il 16 agosto del1824- Tutta la città ne fu in do-lore, e la morte di lui si ebbe perpubblica sciagura. Nè osarono mo-strarne allegrezza quelli che purein segreto ne godevano, non so sea cagione dell’odio universale chesi erano tirato addosso , o per tar-da vergogna di pentimento. Mol-te e gravi poesie si lessero, nellequali le virtù del defunto, e l’im-maturo suo fine si lamentavano^e appresso alcun tempo andavaper le mani di tutti un elogio dilui scritto da un giovane suo di-scepolo, l’abate Maccolini, che poilo die’ alle stampe. Ed io stessoche sempre aveva ammirato la sin-cera bontà e la dottrina del Tor-riggiani, ne dettai, or fa dieci an-ni, una breve vita , stampata inFaenza da Pietro Conti nel 1822.

I costumi del Torriggiani furo-no semplici e modesti. Invitatanel 1820 a succedere al chiariss.Monsignor Pellegrino Farini nel-la cattedra d’eloquenza ch’egliaveva nel collegio de’ Nobili diRavenna, se ne scusò. Ad altripure onorevoli offici quanto piùpotè cortesemente si rifiutò. Davalezioni alle alunne dell’ Educan-dato di S. Chiara in Faenza, e viriusciva mirabilmente. Per avvez-zare quelle giovinette a parlarbene il Toscano aveva compilataun vocabolarietto di parole toltedal dialetto Faentino o Rotna-gnuolo, a cui faceva rispondere imodi Toscani che vi cadevano inacconcio. Aveva ancora incomin-ciato un trattatello di Zoologiache rimase incompleto. Erasi data