Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
351
JPEG-Download
 

a raccogliere e classificare gran nu-mero di piante raccolte in variluoghi d’ Italia, per farne iudi unastoria. Dilettavasi degli ameni stu-dii di bella letteratura e vi avevagusto assai fino. Gentile di modi,affabilissimo, non aveva alcun' ariadi maestro , neppure cogli stessidiscepoli, ma meglio si pareva lorpadre o fratello. Sincero, d’ animoaperto, di cuore generoso, dimes-so nel vestire, ma non sordido,sobrio ne’ piaceri anche innocen-tissimi. E perchè anche delle sem-ì hianze sue alcuna cosa si sappia,i dirò, che era poco della persona,avea capegli biondi, fronte spazio-sa, occhi vivaci, bocca sempre com-posta a sorriso, statura mediocre.

Anna Torriggiani sua madre,risaputa la morte del figliuolo, fupresa da tanta angoscia, che dopoi einque giorni ne mori: caso vera-t mente pietoso e miserevole !

; G. I. Montanari.

I

; IGNARRA (Nicola.). In Pie-■ trabianca, a due miglia da Napo-li, nacque da Sabato e Petronilla^ Scolari a’21 settembre 1 728: i pri-! mi rudimenti ebbe da Filippo Scu-j tari suo zio materno, curato di s.

J Gio. a Teduccio : indi fu ricevuto! gratuitamente nel seminario arci-’ vescovile, dove istrutto nelle lin-gue dotte e nelle scienze potè disoli 20 anni insegnare ivi stessola poetica e la lingua greca : e fudegno che il canonico Mazzocchiavesse per compagno de’ suoi stu-di, poi del 1765 per sostituto, adel 1771 (morto lui) per successo-re alla cattedra di s. Scrittura nel-la università: di che amorevol-mente congratulando il marcheseTanucci, segretario di Stato , glidisse : ave, filia, maire pulchrior.Fu unode’socii dell’Accademia Er-: colanese instituita nel 1755. Rin-venutasi una iscrizione greca pres-so la Porta Nolana, che era 1’ elo-gio di uua compagnia di gioco-

351

lieri a T. Flavio Archibio , ed es-sendo il marmo mancante, Ignar-ra lo supplì.- e ciò diedegli occa-sione di pubblicare nel 1770 l’o-pera De palaestra neapolitana ,cui aggiunse De agone puleolano.Nel 1797, pubblicò l’opera DePhratriis , provando che le Fra-trie non erano corpi sacri e re-ligiosi ; ma adunanze politiche deigreci: e vi aggiunse una disser-tazione sulla voce Pausilippo. Perla interpretazione della iscrizionegreca di un antico marmo ebbe adire col celebre Martorelli ; macessato 1’ ardore della contesa, sa-viamente se ne scordò. Fu diret-tore della regia stamperia, poi del1782 canonico della Metropolita-na. Ricusò l’arcivescovato di Reg-gio ; ma non potè esimersi del1784 di essere uno degl’istitutoridel regio principe Francesco Bor-bone. Per la innocenza e soavitàde’ costumi e per la rara mode-stia ebbe 1’ amore dei dotti : fragli esteri lo stimarono GionaRiornsthal, e 1’ editore olandesedella biblioteca greca di Fabri-cio: varie Accademie di Europa lovollero del loro numero. Di 70anni andò perdendo P uso dellaragione ; talché fu oggetto di com-passione, da umiliare la vanità deiletterati, sino al dì 8 luglio 1808,che cessò di vivere, e fu sepolto in». Restituta con iscrizione latinadi Francesco Daniele procuratadal nipote Giuseppe Ignarra: ilquale fece raccogliere altresì i mi-gliori opuscoli dello zio, e pub-blicarli in un voi. in 4 , per Vin-cenzo Orsino: vi si contengonoepigrafi, poesie e lettere latinecon dissertazioni di antichità sa-cra e profana. Giuseppe Castaldine scrisse in latino la vita, cheprecede quell’ edizione, e ne par-lò il Villarosa ne’ Ritratti Poetici(Napoli 1825 a pag. 3 2y), gratifi-cando a quel suo degno maestro einstitutore. D. Vaccouni-