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[Volume terzo e volume quatro.]
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MATTEI ( SaveRK) ), nato aMontepavone in Calabria Ultra il19 ottobre iebbe la rara ven-tura di trovare nel padre suo,Gregorio, un maestro, che lo in-trodusse agli studii delle letteree della giurisprudenza, e scor-gendolo di buon ingegno, lo con-dusse a Napoli nel seminario ar-civescovile: dove apparò linguaebraica da Ignazio della Calce ,greca da Jacopo Martorelli, edeloquenza latina da Nicolò Ignar-ra e da Salvatore d’Aula. Nonavea che 17 anni, quando pub-blicò le sue Exercitation.es perSataram, lodate dall’ accademiad’iscrizioni e belle lettere di Pa-rigi per mezzo di Carlo le Beau,segretario. Di U) anni scelse inmoglie Giulia Dragone Piscicel-li, da cui ebbe più figliuoli : nel-l’ozio domestico studiando le lin-gue orientali e i costumi degliantichi popoli e meditando sullapoesia e musica degli Ebrei, s’in-cuorò dì dare la versione de’ Sal-mi: così ottenne la stima del Me-tastasio, col quale e con altri dot-ti ebbe letterario commercio. Li-bero nel sentenziare, si tirò ad-dosso le critiche del p. Fantuzzi,del p. Ginati, del p. Hintz, delCataneo, di monsignor Rugilo ;e si difese coll’ Apologetico Cri-stiano. Ebbe contro anche il p.Martini circa ilcontrappunto mu-sicale de’ Greci, ed a favore il p.Guglielmo della Valle. Gli Effe-meridisti di Roma notarono giu-stamente lo stile di lui nelle ver-sioni come troppo metastasiano,quando poteva esser grande eoriginale da se ; ma tredici edi-zioni de’ Salmi, e le lodi del La-mi e di monsignor Ippoliti com-pensavano il traduttore della suàfatica. Ebbe anche questo bene,che eccellenti maestri posero inmusica de’ Salmi tradotti da lui,ed è caro il Miserere colle notedel Jomelli.. Il marchese Tanuc-

ci, segretario di stato, lo chiamòa Napoli nel 1767 ad insegnarelingue orientali nel liceo del Sal-vatore, e per questo ricusò diportarsi a Modena, dove il ducachiedevalo per dar opera a unnuovo codice. Ebbe dalla cortedi fare quasi tutte le cantate pelteatro di s. Carlo ne’ giorni ono-mastici ed anniversarii de’ Sovra-ni ; e fu uno degli esaminatoride’ professori delle regie scuole.Disperando larga fortuna dallelettere, si volse al foro, dove par-ve con molto onore: e stampòsopra materie di ragion civile ecanonica, e di diritto pubblico ec-clesiastico : intanto le gravi cureveniva alleviando colla musica, icui pezzi più belli ( e specialmen-te qualche suo Salmo) faceva ese-guire in sua casa da eccellentiprofessori. Morto il marchese Ta-nuoci, fu dal successore, marche-se della Sambuca, eletto del 1777uditore de’ regii castelli, e dueanni appresso avvocato fiscale del-la Giunta delle Poste. Non inter-mise 1’ uso del foro, dove gli ac-cadde dar fuori unaMlemoria (chead esempio di Demostene intito-lò Probole) a mostrare, che i mae-stri di cappella come professantiarti liberali non sono compresifra gli artigiani: e fu più volteristampata in Napoli non ostantel’ Antiprobole di Luigi Serio, epubblicata a Firenze, Milano eTorino, e tradotta in francese.Nel 1786 fu avvocato fiscale deltribunale di guerra e casa realecóli’onore della toga, che gli tol-se continuare l’esercizio del foro.Indi fu segretario del tribunaledi commercio, con voto : e mostròsempre probità e zelo, control’opinione comune, che tiene ipoeti non atti agli uficii civili.Per affi ri delle rende Poste fu in -

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viato a Roma, dove accolto vennecon molto onore : di che parvedimentico, quando pose fuori gli