Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
358
JPEG-Download
 

sr.8

inerite produsse fruiii,' rlie è beriria dolerne non sieno stati tut-ti tutti renduti di pubblica ragio-ne. Noi non sappiamo che sienostate stampate le sue orazioni pa-negiriche ricche di classici pregid’italiana elocuzione, ove un mi-rabil ordine , una connessione dipensieri e una rara vivezza d’im-magini campeggiano , colle qualilodò le virtù di un Francesco cl’As-Sisi, di un Filippo Neri, di unAndrea Avellino , di un LuigiGonzaga . La lirica fu il camposuo prediletto ; e in essa trattò fe-licemente ogni maniera di metro :le odi latine singolarmente e leitaliane ben gli meritarono fra ilirici distinto onore, le quali era-no piene della maestosa grandilo-quenza e delle vergini grazie delcantore di Yalchiusa. Nè con dis-egnale amore, nè con minore fe-licità coltivò egli altresì la tragicapoesia. Scrisse una dissertazioneSu’teatri e diè vita con altre no-bili tragedie all’ Astorre , all’ Or-togana e al Cestio. E benché n#I-1 ’ardua palestra della severa Mel-pomene tenga ancor 6olo il campol’inimitabile Astigiano, ebe l’Eu-ropa riempie della sua fama, pureapplaudite furono le tragedie dilui, allorché vennero in patria ealtrove rappresentate ; e il suo Ce-stio uscito alla luce fu da’ dottiammirato.

Egli fu aggregato a molte illu-stri accademie , e fu caro a moltiegregi scrittori, fra’ quali Brami,Broglio d’ Aiano, Peruzzi e Ric-ci : e quest’ultimo a dargli una te-stimonianza non dubbia del con-to in che Io tenea, quando ripro-dusse co’Reatini Tipi le sue poe-sie, le fregiò della difficile versio-ne del leggiadro Orologio di Flo-ra, che il nostro Brucalassi aveacomposto in elegantissimi epi-grammi latini.

Lasciò inedita una bene ordina-ta suppellettile preziosa di prose

e di versi, di cui 1’ illustre poetaAntonio Mezzanotte promise difar gradito dono alle lettere.

La sua perdita fu sentita comadanno pubblico per la sua caritàverso i poveri, per Io zelo inde-fesso ad istruire fa gioventù e per1’ onore che arrecava alle buonalettere e alle scienze. Egli morivolgendo l’anno sessagesimo se-condo dell’ età sua.

Giuseppe IVI. Bozoii.

DRAGOMANNI(Ghetiardi Co-simo). Nacque in Arezzo il dì 8dicembre 176’g da Bonaccorso del-la famiglia Gherardi Dragomannidi Borgo San Sepolcro^ e da Bea-trice Aibergotti di Arezzo. Finorlalla prima infanzia dai fanciul-leschi trastulli e dalle pronte ri-sposte elle dava si conobbe la stiaperspicacia e svegliatezza d’inge-gno, la quale stava in perfetta op-posizione coi moti della personache furono sempre lentissimi , ecol suo carattere che fu nella pro-spera e nell’ avversa fortuna tran-quillo ed imperturbabile. La ma-dre lo aveva destinato sin dalla na-scita (il che allora eostumavasi nellefamiglie patrizie) siccome secon-do genito allo stato ecclesiastico ,e perciò venne affidato all’ abateBenedetto Fabbri, valente latini-sta, che l’erudisse nella lingua la-tina. Grandissimo fu il profitto cheil nostro Cosimo ricavò dalle lezio-ni del suo dotto maestro ed in bre-ve avanzò i condiscepoli e quelliancora che di qualche anno l’ave-vano preceduto nella scuola laqual cosa gli meritò la predilezionee le lodi del maestro, l’amore delpadre e dei parenti: ma non latenerezza della madre, che pocoapprezzava le buone qualità e l’in-gegno di Cosimo perchè le primenulla avevano di lusinghiero, ilsecondo nulla presentava di bril-lante. E se con gli altri figli , es-sendo essa di carattere severo , fu