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[Volume terzo e volume quatro.]
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alf animo, il che sovente «diasilamentare cogli amici; anzi pocoprima della sua morte dolendosidi ciò col chiarissimo GiuseppeCapecelatro, seniore arcivescovodi Taranto, ahi!, disse, chi succe-derà a noi due vecchi nelle letterelatine? Sembrami affermasse ciòdirittamente non superbamente,poiché ne’ suoi scritti ha tanta for-za di latino linguaggio, tanta ele-ganza e nitidezza, che meritamen-te può essere paragonato agli splen-didissimi scrittori dell’ età di Au-gusto. Nè a tanta eccellenza vennesolo cogli scritti, ma collo instrui-re i giovani, i quali, come toccam-mo di sopra, studiavasi addottrina-re con piacevolezza e benevolenzamirabile. Stampò in latino le coseseguenti —> Orazioni inauguraliper la rinnovazione degli studii —■Le vite di Salvatore d'Aula — diFrancesco Daniele —■ di Bruno A-mantea, chirurgo — Orazione perla ricuperata salute di Ferdinan-do I. — Curò le edizioni purgatedelle lettere scelte di Cicerone,delle favole di Fedro, delle vite diCornelio Nipote, alle quali po-se prefazioni latine : vindicò a C.Kabirio un frammento di versi la-tini ; valse assai nelle iscrizioni la-tine , e diè a luce in volgar lin-gua l’orazione funebre del card.Giuseppe Firrao.

N. N.

CORTICELLI (Salvadore),Grammatico, nacque in Piacenzada Alessandro e da Elisabetta Ga-brielli, 1 ’ anno 1690. La sua fami-glia era fra le bolognesi una dellepiù distinte per nobiltà di natali.Nel collegio del Gesù in Roma fe-ce i suoi primistudii di buone let-tere ; indi si recò alla vera sua pa-tria , Bologna, ove con molta uti-lità si fece colto nella mente , egentile nell’animo pel nobile eser-cizio de’più lodati studii, e preci-

puamente de* filosofici ; e fu ad-dottorato in giurisprudenza.

In que’ tempi ne’ quali le artie le belle lettere ebbono vigore ,Bologna vantò in ogni genere dibelle e grandi opere felicissimi in-gegni ; e nella età in che visse ilCorticelli ebbene pure da pregiar-sene grandemente, Molti di que-sti, fra’ quali l’abate Lazarini, reg-gendo in Corticelli un degno fi-gliuolo d’Italia, lo presero ad ama-re e a guidare nella difficile car-riera delle belle lettere ; quindi èche fu accolto nell’ accademia delmarchese Orsi, ove fe’ mostra d’al-to ingegno, di molta dottrina, disoave facondia.

Essendosi divulgata la fama delsuo sapere, i Padovani Io ricerca-rono a professore del loro celebrestudio; ma aimantissimo della pa-tria com’ era, non gli bastò il cuo-re di partirsiene; e seguendo F in-clinazione dell’animo suo si feceprete professo nella congregazio-ne di S. Paolo di Bologna; quan-do volgea F anno 28. di sua età.Quivi fu un modello di dolcezza,di prudenza, di gravità e di evan-gelica vita; e queste amabili suevirtù unite alle rare doti del coltosuo spirito, gli fruttificarono le piùluminose cariche dell’ordine, chesostenne da quel valente uomoeh’ egli era. Calcando le orme delsanto padre Agostino fece rapidis-simi progressi nella scienza del-la divinità, in che si acquistò nonfuggitiva fama ; ma questi studii,cui per dovere di ministero doveaintendere, non. lo svolsero mai daquello delle amene lettere, che for-mava le sue delizie, e gli fu di nonlieve sollievo negli assalti frequen-ti eh’ egli avea di tristezza.

Grande fu l’applicar ch’egli fe-ce intorno a’ classici scrittori ita-liani : frutto di questi eletti suoistudii fu l’opera, eh’ egli pubblicòSulla lingua Italiana che sarà sem-pre un monumento perpetuo della