alla magistratura , e giunse alcospicuo grado della medesima ,cioè di reggente del collaterale.Ma qui la fortuna gli voltò le spal-le. Perciocché accaduta la mortedi Carlo II di Austria nel 1700, lasuccessione de* regni di Spagnacadeva in due diversi principi, cioèin Carlo arciduca d’Austria figliosecondogenito dell’ imperat. Leo-poldo I, ed in Filippo d’Angiò fi-glio del delfino di Francia. Si so-stennero le ragioni di amenduecolle armi e con le penne di dot-ti scrittori. Biscardi con una dot-tissima allegazione sostenne chela successione della monarchia del-le Spagne per ogni dritto dovesseappartenere a Filippo V, rintuz-zando le ragioni da’giureconsultiGermani. Tale scrittura fè girarem.s. anonima ; ma ben presto sene seppe l’autore. Credendo chei regni di Sicilia non sarebberostati mai divisi dalla monarchia diSpagna , pure essendosi le armiAlemanne impadronite del regnodi Napoli nel 1707, il Biscardi furimosso dalla sua carica. Tale av-venimento gli abbreviò i giorni,in guisa che repentinamente morinel dì 11 agosto 1711 di anni 68.Fu sepolto nella chiesa di S, M.delle Grazie de’ PP. Teatini sitanella strada Toledo ove gli fu e-retto un cenotafio col busto dimarmo, e con inscrizione. Gli fu-rono anche fatti i seguenti versi:
Frùtice dira manu mors fulminai quid polis
ultra ?
Biscardum en victrix opprimisi et Sophiam.Quid tibi nunc reliquum ? terris nilsanctius ipsi
Impia vpsana vi infer t et arma polo •
Da porsi sul tumulo.
Quìs iacet in tumulo ? Seraphin quia ?
Tullius : eheu,
Nullo t parca ferox, fiecterìs eloquio .
Le opere del medesimo sono leseguenti :
Epistola prò Aug. Hispati. Mo-
rtarcha Philippo V, qua et jus eiassertum successionis universaemonarchiae , et omnia confutati•tur, quae prò investitura RegniNeapol. et quo ceteris regnis aGermanis scripta sunt. Neap.1705, 4 - Oratio habita in reg. ae-ri ibus in die fiatali Philippi V.Neap. 1705 4 - Queste due operet-te furono riprodotte dal nipote nel1754 e dedicate al re Carlo Borbo-ne. Juris responsum prò R. Fisco,quo probatur manus mortuas obfeudo ab ipsis possesso ad servitia ,et quindenniorum solulionem te-neri. Neap. 1705 in 4 - Consultanoprò D. Aemìlia Cara fa DitcissaMagdaluni, cum D. Hectore Ca-rafa super successione DucatusAndriae. Neap. 16724. Tractatusde Quindenniis. Neap. in fogliovolante.
Molti dotti letterati suoi amicine piansero la morte con eleganticomponimenti poetici.
• Marchese di Vialarosa,
ROGADEI (Grò. Donato), eb-be i natali a Bitonto il 27 gennaio1718, ed ivi stesso buoni insegna-menti di filosofia e matematica :così bene istrutto potè da se stessodar opera allo studio del gius; on-de venuto a Napoli nel 17)1 ten-ne le vie del foro, dove si fece am-mirare per dotte allegazioni, edottenne dal S. Ordine Gerosoli-mitano una pensione di ducati200, e titolo di cavaliere di giu-stizia: onore non nuovo nella suafamiglia. Al lume delle patrieistorie e facendosi da’ remoti tem-pi sino agli ultimi, con distingue-re cinque epoche, esaminò il di-ritto pubblico e politico del regnodi Napoli : la publica ragione dellasocietà e la sorte delle private fa-miglie era per lui il diritto publi-co, e quello che al principe si ap-partiene era il politico. Quest’ope-ra di venti anni egli non volle darfuori ; se prima non ne mandasse