Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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/[. Delle onorificenze che si deb-\ hnno ai Baroni nelle chiese delleloro giurisdizioni, tom. i. in 8.

5 . Per /’ illustre Sedile di Nido(di Napoli) sul padronato che van-tava sulla chiesa ed ospedale diS. Angelo a Nido.

6. Della nobiltà , lib. ni. in fol.Nap. 1776. Di questo laboriosissi-mo lavoro pubblicò solo il ben lun-go Proemio con elegante edizio-ne; esponendo l’intero disegnodell’ opera, volendo dimostrare lavera idea della nobiltà, ed il pre-gio in che è stata tenuta special-mente da’sovrani, facendo l’elencodegli scrittori, che della nobiltàhan trattato, che ascendono al nu-mero di qg. Dal che si rileva quan-to valesse ancora nella biblio-grafia.

Saggio di tavola cronologicade’ principi, e più ragguardevoliufficiali, che hanno signoreggia-to , e retto le provinole , che oracompongono il regno di Napoli.Nap. 1762, in fol., elegante edizio-1 ne. In quest’ opera fe’ maggior-mente palese la sublimità del suo| ingegno, e quanto valesse nellaI Istoria del medio evo, avendo do-| vuto riscontrare moltissimi autorij su tali materie, non che le Istorie1 e Croniche a tal uopo confacenti,i Ebbe due mogli. La prima B. Ca-terina Pinto con la quale procreòotto figli, e la seconda B. OttaviaTuttavilla de’ duchi di Calabritto,e n’ebbe 1 4 figliuoli. Carico dimeriti e di giusta estimazione, fi-nì di vivere nel dì r di dicem-bre 1777.

MaBCHESE DI VlLLAKOSA.

SALYAGNOLI MARCHETTI(Giuseppe), nacque dal dottor Co-simo nella villa di Corniola pressoEmpoli il dì 8 settembre 1799: ilpadre, uomo d’ingegno e di virtùIodato, pose a educare nel semina-rio di Firenze questo suo primo-genito : il quale gustati i principii

dell’ italiano e latino eloquio, eun poi’ di greco, studiò in filosofia,in leggi e in divinità. Uscito diToscaina del 1821 venne a Riminosegretario dello zio, monsig. Gio-vanni Marchetti, ed ottenne adonore il titolo di canonico di quel-la cattedrale , quando pareva vo-lesse farsi uomo di chiesa. Passò aRoma, e fu precettore del marche-se Giovanni Potenziani, unico disì nobile famiglia: appo la qualetrovò grazia quanto meritava il suozelo e il suo buono ingegno. Nelsettembre del 1829 ripatriò ; macolto da febbre violenta fu prestoconsunto da tisi polmonare, e ai16 dicembre di quell’anno man-cò : quattro giorni prima eragìimorto il padre, e un mese innanziera mancato in Empoli lo zio pa-terno , a cui tanto doveva : questolo accorò grandemente, e più lainferma salute del fratello Vincen-zo. In tante sventure la religionegli diè conforto al passo estremo.Fu scritto a più accademie, comaall'Arcadica, alla Latina, alla Ti-berina : e giovò 1’ opera del gior-nale Arcadico, cui diede parecchiarticoli: all’Antologia di Firenzediede una lettera anonima sul bu-sto del Cesi. Fiorì nell’amiciziadi G. Amati, di L. Biondi, di B.Borghesi, di S. Betti, di don P.Odescalchi, di G. Capponi, di G.B. Niccolini, e di altri chiarissimi.Nella versione d’alcuni salmi die-de il primo saggio del come fosseinnanzi nelle cose della lingua edello stile: tenero de’ classici quan-t’altri mai, fecesi poi sempre acer-bo a’novatori: allo stesso cantoredella morte di Carlo Imbonati nonperdonò, e pose fuori i suoi Dub-bii sugl' inni del Manzoni , cuivenne risposto dopo la morte dilui con un libretto impresso inReggio. Rimeritò di acri parole1’ autore dell’ articolo della Biblio-teca Italiana intorno la novella diGiovanni Torti, e intese difendere