sé c l’Odescalchi ed il classici-smo (i). Un degno lavoro egli vol-geva in mente, ed era un pro-spetto storico della letteratura ita-liana dal principio del secolo XIX;e per intendere a questo forse avearinunziato alla soprantendenza a-gli studi offertagli nel seminariodi S. Marino ; ma la morte gli tol-se di compiere quanto avea divi-sato a bene delle lettere. Il suo no-me è raccomandato agli scritti det-tati con semplicità ed eleganza, esono questi singolarmente:
1. Esperimento di traduzionedi alcuni salmi in terza rima. Ri-mini, 1825.
2. Egloga FI di Virgilio , testolatino con versione italiana. Ro-ma, 1827.
5 . Ottave per /’ Assunzione diM. Vergine. Ivi 1828.
4'. Intorno gl' Inni sacri di Ales-sandro Manzoni, dubbii. Macera-ta, 1829.
5 . Egloga II. del Petrarca vol-garizzata. Milano, 1829. (2).
D. Vaccoiisi.
CORREALE ( Casimiuo ), nac-que in Sorrento (celebre per averdato la culla al Tasso ) da nobilefamiglia patrizia di detta città nel-1’anno 1703. JNel 1710 vesti l’abitobenedettino nell’insigne cenobiodi Monte Casino, ed ivi fe’profes-sione nel 1719. Si diede ad un pro-fondo studio delle lingue orienta-li, e de’ libri santi, e concepì il grandisegno di dare in luce un’ OperaLessio-grafica Ebreo-caldeo-bi~btica con un commentario perpe-tuo , e chiave della sacra Scrittu-ra , che terminò nel corso di 3 oanni ; e la divise in 4 parti. La 1.abbraccia tutte le radici ebree ecaldee, ed ogni altra voce primiti-
(1) Gìorn. Arcad. Tom. XLII.p. 355 .
(2) Antolog. di Firenze, dicemb. 1829,
Sappi, alla Gazzetta di Firenze 3 o gen-naio i 83 o N. 10, Giorn. Arcad. t. LFItpag. 385 e tom. XLIV pag. 198. '
va e derivativa, e le forme e frasicolle prefisse, che s’incontrano nelS. Testo. La 2. comprende le tra-duzioni da lui fatte in latino di di-ciotto mila seicento interi versiebraici. La 3 . contiene tutte le an-notazioni che riguardano così lalingua e gl’idiotismi ebraici, cheil senso e lo spirito di ciascun ver-setto, che viene dall’autore inter-pretato. La 4 - una ragionata ana-lisi grammaticale di tutte le vociin ordine alfabetico, per uso dìquelli, che volessero senza maestroapprendere la lingua S. Oltre del-le sue accuratissime traduzioni la-tine vi aggiunse quella della Poli-glotta, di S. Girolamo, del Pagni-ni, e del Montano. Vi aggiunseanche il Targum, o sia la versionelatina del rabino Gionata Ben-U-ziel del Pentateuco, e le altre ver-sioni siriache, arabica e samarita-na, e ne additò le diverse lezioni.Vi unì la traduzione latina dellaversione mistica de’salmi, e dellacantica , e la persiana del Penta-teuco, dando SU di tutto il SUO pas-ticciar giudizio. Tal suo lavoro,benché inedito, allorché ne per-venne la notizia ne riscosse i piùgrandi elogi da’ molti giornali , eletterati di Europa che l’incorag-giarono alla pubblicazione. Mamentre si accingeva a far ciò a spe-se del monastero di Monte Casinoin 18 voi. in fol. la morte lo rapinel 1772 di anni 69. L’autografodell’ opera suddetta esiste tuttaviain Monte Casino.
Marchese di Viliakos».
BELLELLI (Fulgenzio), natoa’ 18 giugno 1677 in Buccino, cit-tà di Principato Citra, di onestafamiglia, al sacro fonte fu nomi-nato Francesco: fece i primi studiin patria, ed a’ 16 anni entrò allostato religioso in S. Agostino diNapoli. Dopo la solenne professio-ne fu inviato a Sessa, indi a Romaa cagione di studi, e nel i 6 g 5 venne