anni: ancora il Belli ebbe partenella riforma degli statuti pub-blicati nel 1818. Mostrò suo valo-re al museo Cbiaramonti condu-cendo i lavori, che per mortedello Stern erano rimasti incom-piuti. Tra i disegni presentati aPio VII, per la fabbrica di unachiesa in Assisi, dove eransi rin-venute le ossa di s. Francesco, isuoi furono preferiti: la fabbricafu condotta a nome del Belli daGiuseppe Brizzi architetto : è acroce greca, larga e lunga novantapalmi, e terminata a’ quattro latida emicicli con sedici colonne do-riche binate, che sostengono lavolta : nel mezzo ha un anticomasso quadrato di scoglio, che cu-stodiva le benedette reliquie :scen~desi ad essa dalla chiesa di s. Fran-cesco detta inferiore per due am-pie scale, che mettono ad un gra-zioso vestibolo prima di entrare alsantuario: è di fronte altro vesti-bolo , che dà F adito al sacro luogopel chiostro de’ padri. A’ i 3 luglioi 8 a 3 incendiatasi la basilica di s.Paolo fuor dalle mura fu dal Car-dinal Consalvi spedito il Belli sulluogo a salvar quello, che si po-tesse salvare: e Leone XII, nelnovembre del 1825, lo elesse ar-chitetto direttore del risorgenteedilizio. In questo mezzo il Bellifece le fronti esterne alla chiesa dis. Andrea delle Fratte e di s. Ma-ria della Consolazione secondo leultime volontà del Cardinal Con-salvi. Caduto in estremo languoreper uno sfìancamento de’ vasi in-torno al cuore, mancò il 5 r ottobrei 835 della morte del giusto: e fusepolto onorevolmente nella chie-sa accademica di s. Martina, comefu sua volontà, con iscrizione lati-na a cura del fratello e de’nipoti.Alta statura, testa calva , occhi ce-rulei, bianca tinta del viso, asciut-to della persona: costumi piacevo-li ; se non che parve talora facileall’ ira , e tenace di sua opinione :
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religiosissimo e pronto a perdona-re le offese, ed a sollevare 1’ indi-genza: a tutti ossequioso e di tan-ta umiltà, che non seppe condursiad accettare 1’ onore offertogli dalCardinal Gonsalvi della croce dicavaliere di Cristo. Tale fu il Bel-li : ebbe chiare amicizie, e fu in-gegnere sottoispettore di acque estrade, architetto de’ musei e del-le gallerie pontificie, consultoredella commissione delle belle artied antichità presso il camerlinga-to, e membro del collegio filosofi-co della università : meritò le lodidi Salvatore Betti, segretario per-petuo dell’accademia di s. Luca.(Giorn.Arcad. Tom. LVIII pasr.
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D. Vaccoiini.
DALLA FABRA ( AlmebicoFelice), nacque in Ferrara l’anno1668. Non appena ebbe compiutigli anni diciotto, che vesti 1’ abitode’ Padri Somaschi , e il 3 luglioiG8g fece la sua professione inRoma. Condotti a termine i suoistudii, e rendutosi atto ad inse-gnare quanto avea apparato neglianni giovenili, egli, per oi-dinede’suoi superiori, insegnò le buo-ne lettere, nelle quali erasi acqui-stato concetto di non mediocre pe-rizia.
Il 1695, rimasta vacante la cat-tedra di retorica nelle pubblichescuole di San Nicolò di Ferrara,vi fu eletto a professore , il qualeuffizio, cui non potea essere me-glio acconcio per le belle doti, on-ci’ era adorno, e per gli eletti stu-dii, onde nutrita avea la mente,egli disimpegno con somma sodr-disfazione di coloro, che a tale isti-tuto presedeano.
Accaduta la morte del cardinaleDomenico Tarugi vescovo di Fer-rara, gli fu dato l’onorifico inca-rico, da molti desiderato, di cele-brare le lodi di quel degno porpo-rato j e in tale opera, ove ha da