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[Volume terzo e volume quatro.]
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404
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mostrairsi, più che l’ingegno lapietà, non con dimesse parole,ma con eleganza dignitosa, noncon ostentazione d’ingegno, macon pensieri malinconici, egli ri-memorò coma non solamente fossepietoso, ma giusto il pubblico do-lore nella morte di lui ; e come el-la fosse comune sciagura e merno-rabil danno. La quale orazionemeritò il vanto di essere chiamataeloquentissima da Girolamo Ba-rufl'aldi nella sua Storia di Ferrarafol. 479 -

L’anno 1704 da questa cattedrapassò ad esercitare le funzioni diparroco nel predetto collegio, dicui indi a non molto fu presceltoa superiore, uffìzio nel quale cal-damente si adoperò con quelli cheavea colleghi nel governare le co-se degli studii.

Egli morì a Bergamo nel Colle-gio di S. Leonardo il 2 gennaio1^45 nella età di anni 74.

Le opere, onde arricchì la pa-tria, sono le seguenti :

1. Notae Canonicae ad Compen-dium Privilegiorum Congreg. So-maschae — Bononiae, i^ 5 o. —

a. Singularia CanonicaadCorti-pendlum P rivi le giovar n C. R, Coti-gregationes Somaschae. — Bono-niae 1730—'Opera diversa dallaprecedente, benché porti quasi lostesso titolo.

Notizie intorno alla vita ealle opere del dottor Luigi DallaFabro, che furono inserite nelTorn. 36 del Giornale de' Lette-rati d'ftalia. — Venezia, 1724- —

4 ' Ode Epitalamica , che si leg-ge negli Applausi Epitalamici aRinaldo I, Duca di Modena , eCarlotta Felicita Principessa diHannover. — Ferrara, 1696. —

Giuseppe M. Bozoli.

ANFOSSI (Pasquale), nacquein Napoli nell’anno 1736. Entra-to per alunno nel così detto Con-servatorio di Loreto, cominciò pri-

ma a sonare il violino, e dopctaver fatto ciò per anni io, comin-ciò a comporre sotto la direzio-ne de’ maestri Sacchini e Pieini.Quest’ ultimo mostrandogli moltoaffetto lo propose per comporreun’opera nel teatro delle dame inRoma nel 1771, e non essendoquesta piaciuta, ne scrisse altra nel-l’anno seguente. Anche questa nonpiacque. Scrisse la terza,che fuapplaudita. Da ciò animato scrissenel 1775 L' incognita perseguita-ta , che piacque moltissimo ; comeanche La finta Giardiniera nel1774 , ed 11 geloso in cimento nel-l’anno seguente. Ma 1 ’ Olimpiadeda lui composta nel 1776 vennegeneralmente criticata, onde ilpovero Anfossi disgustato abban-donò Roma. Si portò in diversecittà d’Italia, e nel 1780 si con-dusse in Francia intitolandosi mae-stro del Conservatorio di Veneziaove nel 1769 aveva fatto rappresen-tare il suo Cajo Mario. Ivi fu ese-guita la sua musica i\e\VIncognitaperseguitata che incontrò assai po-co. Passò indi a Londra ove nelin 83 fu dichiarato direttore delteatro italiano. Ritornò nel 1787in Roma, cd ivi compose moltemusiche, che furono applaudite,per cui dimenticò gl’ingiusti tor-ti ricevuti. In detta città finì divivere nel 1793. Anfossi formò ilsuo stile su quello di Sacchini eRicini. Quindi fu un compositorefacile, pieno di gusto e d’espres-sione. Alcuni suoi finali sono dimodello in tal genere. Come an-tico sonator di violino, i sujì ac-compagnamenti davan grande ri-salto a questo strumento. Fra lesue produzioni si annovera XAva-ro e la Betulia liberata che pia-cque molto agl’intendenti. Riusci-va nel genere tenero e brillante,onde dal dotto Carpani vien chia-mato F Albano della musica, poi-ché tal ottimo dipintore amava di-pinger soggetti teucri e graziosi.