Lo Spaglinolo Triarte nel poemaDelta Musica fra’ migliori com-positori di musica annovera l’An-f’ossi.
Marchese di Viuiros».
OLIVIERI DEGLI ABBATI{Cav. Annibale), nacque in Pesa-ro il 17 giugno 1708 di CamilloOlivieri Patrizio, e di Lavinia Got-tifredi dama romana, fondatricedella colonia arcadica pesarese. Do-po aver dato saggio del suo inge-gno non comune applicandosi aiprimi studi entro la casa paterna,fu iniziato alle lettere italiane elatine nel collegio de’ Nobili diBologna. Ivi si dilettava a compor-re versi, ed a leggere le vite deigrandi uomini. Si abbattè nel pa-negirico di Plinio a Traiano, evolle avere una effigie di quel gran-de imperatore: trovò una sua me-daglia, e quindi ne fece il con-fronto con varie monete di queitempi; tanto bastò perchè si de-stasse in lui amore grandissimodelle cose numismatiche ! Studiòposcia nell’ università di Pisa il di-ritto, ed ebbe a precettore il dot-tissimo Giuseppe Averani . Mo-mentaneamente rivide la patrianel 1727; ebbe laurea dottorale inUrbino; e poscia nello stesso annosi trasferì in Roma per approfon-dite negli stndii legali non solo,ma altresì in quelli d’ istoria e diantiquaria. Bello è il sapersi, chedi soli i 5 anni scrìveva componi-menti lirici si latini che italiani ;bello il conoscere che di 16 distesealcune memorie sulle iscrizioni pa-trie ; che di 20 recitò , al cospettodi Clemente XIII , una elegantelatina orazione. Restituitosi per-manentemente in patria, si ammo-gliò nell’anno 1753,0011 TeresaBelluzzi, di famiglia anch’essa pa-trizia ; e sebbene non avessero pro-le, tuttavia ambedue si resero veripadri della patria; giacché nel cor-so della loro vita animarono e stu-
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dii, e arti, e belle discipline; fon-darono istituti, biblioteche , fab-briche , opificii ; spesero a benefi-cio de’ proprii coneittadini circasessanta mila scudi. Esempio lumi-noso, raro, invidiabile di patria ca-rità, di animo egregio, di vera no-biltà: esempio degno di essere tra-mandato con encomii alla più tar-da posterità 1 L’ Olivieri restaurò1’ accademia pesarese , di cui fuposcia segretario; si fe’ maestro dilegge ai giovani concittadini; edi-ficò a proprie spese un magnificopalazzo, dove si adoperò perchè la-vorassero i soli artefici della patria;incoraggiò con mezzi pecuniarììe scientifici le fabbriche delle ma-ioliche e de’ velluti ; sostenne cal-damente le immunità del Comu-ne, e quelle de’possidenti e de-gli agricoltori pesaresi; donò allapatria una scelta biblioteca , for-nita eziandio di preziosi mano-scritti, per la maggior parte rac-colti dagli arebivii dello Stato, neiquali fu autorizzato svolgere , ocopiare dal pontefice BenedettoXIV; donò parimenti al Comuneil suo museo antiquario, e le lapi-di, e i marmi da lui studiosamen-te raccolti; accompagnando untanto magnifico dono con una do-tazione annua, e col regalo di tut-ta la sua eredità in mancanza dilegittima successione. Perlochè atanti beneficii, grata la patria, vol-le eternare la memoria del dona-tore, con innalzarne per entro al-la pubblica biblioteca il suo semi-busto, e col fregiarlo della seguen-te elegantissima iscrizione cotrvposta dal celebre abate Lanzi, an-tiquario del gran duca di Toscana,
Kannibali
De Abbatibus . Oliverio « IordanioPatr . Pis<L\(.ren$iV. Clariss.
Et ♦ In . Summit . Loctrinae , Gloria.
Modestissimo
Quod . Ad . Eruditionem . Civìtnt)Bìgnitatemque . Urbis . AmpUJioandai11Bibììùthecam , Et . Jtfuseum