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JVIandrozzati in Abano, che Io a-veano in grande amore e.per gliaurei suoi costumi, e por li partifelici del suo ingegno, sentironoal vivo una tanta perdita ; e fupur sentita dalle accademie, che1’ aveano annoverato tra’ loro so-cii, da quelle di Padova, cioè,di Milano, d’ Este e di Mantova.Mori il io del mese di marzo del-l’anno 1804. L’abate VincenzoAndrea Bertelli rettore di s. Mat-teo in un’ elegante orazione chefu stampata in Ferrara (i 8 o 4 ),per li socii Bianchi e Neri, intès-sè le Iodi di lui. Dalla penna ele-gante dell’abate D. Gerolamo Ba-ruffaldì, bibliotecario del pubbli-co ferrarese Liceo, esci la seguen-te onorevole iscrizione, che ven-ne scolta in marmo, e posta nellachiesa di san Matteo, ove fu tu-mulato 1’ illustre estinto.
Heic . Ex Testarti , Humari . 7'nluitJohannes . Turatati . FerrarìensisMedicus . Chirurgus . Laureatus
Atq . In . A cade mia . MunicipaliProfessor . PubQui
Ab . Ingegnii . Manusq , Mira . DexteritateIn . Omni . He , AnatomicaGiugulare . Nomen . AdeptusDe . Patria . I)e . Aegrotis . De . ArteObstetriciaOptime , Meritus '
Magnum . Sui . Desiderium . "RclìnquensHev . Immature . DecessitAd . VI . Idus , jMartiasAetati S. A. XLIllAer . Vulg . MDCCCIF
All’opera — Elementi di Ana-tomia — che vide la luce in trevolumi, e che stabili la fama delsuo autore, si aggiùngono le se-guenti.
Ricerche anatomiche , stampa-te in Venezia per lo Zatta, anno
1790, in fogl.
Memoria insettologica-agrarìaintorno a ’ bruchi de’ meli , anno
1791, in 4.
Transunto di due memorie suun ammasso di capegli trovatonell'utero a due donne } in 4.
Lettera al dotto e celebre doti.Floriano Caldani , in 4 -
Lettera seconda al predettodoti. Caldani , in l\.
GiusErrs M. Bozon.
COLETI (Giandomenico), nac-que in Venezia nel 1727, e fu fi-glio di Sebastiano e di MarinaCorradini dall’Aglio, nata di Gio.Domenico e nipote del celebrescrittore Gian Francesco. Primoistitutore, delle lettere ebbe il dot-tore Merlar:, indi, non ancoracompiuto il nono anno, passò nelcollegio de’ Nobili in Ravenna,detto il Collegio Barbarmi, ovesotto la disciplina del dottissimogesuita Camillo Berardi fece stra-ordinarii progressi nella lingualatina e prese sommo amore a’ clas-sici, talché divenne la delizia delmaestro che il tenne seco cinqueanni. Passato indi nelle altre scuo-le di metodo, uguale fu il pro-gresso j e perciò tra breve venneeletto assistente alla cattedra diretorica, e si cattivò l’animo delfiore de’ letterati di Ravenna, cioèdel Pincio , dell’ Amadesi, delTorre, del Fiacchi, del Zirardinie dell’ abate Guiccioli, poi arci-vescovo di quella città. A diciottoanni circa tornossi a Venezia, in-di andò a Padova dopo due anni,per compiervi gli studii legalisotto a’ celebri Pighi, Arrighi,Alaleona e Businelli. Non trala-sciò mai lo studio della teologia,e secondo il suo desiderio, entròfra’ gesuiti dov’ ebbe i primi or-dini sacerdotali. Siccome però perper la poca sua salute que’ padririmettevano di giorno in giorno lasua professione, ed avvenne cheappunto allora giugnessero a Ve-nezia Carlo Brentani e Nicolòdalla Torre, procuratori de’ Ge-suiti di Quito nell’ America Me-ridionale, egli cercò di unirsi adessi in qualità di missionario, epassò a Bologna subitamente per