Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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lavori, e sarebbe stato forza di a-prire gli occhi alla luce molto tem-po prima che nuovi fatti fosseroosservati , e che la morte di Wer-ner permettesse a un gran nume-ro di geologi f abbracciare delleopinioni indipendenti e contra-rie alle dottrine del grande mae-stro.

La geologia teoretica era retro-gradata sul finire del secolo deci-mottavo per la predominanza inEuropa delle dottrine di Werner.Dopo il rinascimento delle letterequesta scienza era stata coltivatain Italia più presto che presso lealtre nazioni; essa avea veduto isuoi principii fondamentali svilup-pati ed applicati alle montagnedella Toscana nel secolo decimo-settimo per cura di Stenone. Sivide da poi al principio del deci-mottavo secolo un modesto curatodi un villaggio veneto, LazzaroMoro, esporre estesamente il frut-to delle sue osservazioni sulle con-chiglie fossili e sugli strati che leracchiudono, e dedurne quella ideesui sollevamenti delle montagneche sono tanto in voga oggigior-no . L’ ingegnoso e diligentissi-mo Arduini, nato fra le monta-gne veronesi , avvezzo fin dallagiovinezza a percorrere le alpi,si formò quasi senza sussidio al-trui e colle sue osservazioni unaprecisa idea della loro struttura ,si accorse della volcaneità di molticolli del Vicentino e del Veronese,e pubblicò per tutto il corso dellasua vita delle descrizioni geologi-che esattissime di molti distretti.Non liavvi principio importantedella geologia ch’egli non abbiacolla forza del suo ingegno antive-duto. La gran base delle attuali di-visioni geognostiche , che ha por-tato tanta chiarezza nello studiodei terreni, vale a dire la bisezio-ne delle rocce ignee o sedimenta-ri, fu da lui indicata con nomi per-fettamente adatti alla loro natura

ed oritrine. E' ammirabile la suadivisione in rocce calcinabili o se-dimentari e in rocce vitrescentì ,ad ognuna delle quali classi attri-buisce origine diversa. Si era ac-corto che la sede più comune deidepositi metallici era appunto alconfine delle rocce vitrescentì col-le rocce calcaree, ed erano per luii metalli altrettante sublimazioniche aveano accompagnato lo sboc-co dei porfidi, dei graniti e deglialtri ignei prodotti. Uno dei fe-nomeni chimico-geologici più in-teressanti, un processo della natu-ra che un insigne geologo viventesi compiaceva di avere discoperto,saranno appena tredici anni , fudalla penetrazione dell’Arduini co-nosciuto e descritto in tutte le sueparticolarità fino dal iong. La do-ìomizzazione della calcaria, ovve-ro sia la conversione della stessa inroccia magnesiaca fu dall’Arduiniindicata a contatto dei filoni por-fidici e serpentinosi che attraver-sano la grande calcarea delle alpi;egli seguì coll’ analisi la diversanatura chimica degli strati secon-do la distanza della roccia ignea ,e rese per conseguenza affatto evi-dente la natura e la causa di quelfenomeno. L’Arduini non solo siera formato idee giuste sui princi-pii generali della geologia, ma co-nosceva anche con esattezza loprincipali suddivisioni delle roccesedimentari, la loro età relativa ,la costanza della loro posizione re-ciproca, e soprattutto la ragguar-devole e costante differenza fra ipetrefatti delle rocce più antichee quelli delle rocce alpine superio-ri e dei terreni terziarii. Questasuddivisione dei terreni terziariie l’alternazione di essi coi tufi vul-canici appaiono evidenti nei libridell’ Arduini, e furono anche fatticonoscere alla Francia dal Desma-rets in un epilogo del sistema geo-logico arduiniano da lui pubblica-to nell’ Enciclopedia. L’Arduini