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[Volume terzo e volume quatro.]
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nel 22 del tomo ottavo dal 1778 al1783.

Lettera intorno una miniera dipiombo della Valsugana. Sta nelMagazzino Georgico di Napoli,178G nei numeri 48* 4g-

Lettera intorno i ciottoli delBrenta — Bassano, 1793.

Sta unita con altra lettera sullepiante dei contorni di Bassano , econ un poemetto intitolato leFov-se, opere ambedue di Giambat-tista Brocchi.

Dissertazione sulla sistemazio-ne del Brenta superiore — Bassa-no, 1822.

G. B. lìlSEGGIO.

CICCI (Maria Luisa), nacqueìli Pisa il dì i 4 novembre del 1760da nobile famiglia Pisana. Alessan-dro Cicci, e Maria Anna Pagninifurono i suoi genitori. All’ età didue anni perde la madre. Il padresi prese tenera cura della sua edu-cazione fino all’ età di anni 8, epo-ca in cui la staccò dal suo seno peraffidarla alle cure delle monachedel monastero di S. Marta , ed in-di in quello di S. Bernardo dellastessa città di Pisa, ove per il suocarattere docile e compassionevo-le divenne l’amore delle sue com-pagne, e la delizia delle superiori.

Ma Alessandro Cicci , benchéfosse molto versato nella letteratu-ra, aveva il pregiudizio di credereche le donne non dovessero appli-carsi allo studio , bensi essereistruite soltanto nelle domestichefaccende, e nelle incombenze dimadri di famiglie. Vietò per ciòalla figlia ogni sorta di applicazio-ne che non si riferisse ai doveridonneschi, e fecela privare persi-no di ogni mezzo onde esercitarsia scrivere. Luisa, benché in tene-ra età, avea letto vari poeti, e sen-ti vasi trasportata a far versi . Equella imperiosa necessità che sen-te il vero genio di espandersi, sug-gellile mezzi straordinarii onde

soddisfare la sua inclinazione. Unnero grano di uva le teneva tal-volta luogo di calamaio e d’inchio-stro. E le poetiche primizie di unatenera donzella che avea appenacompiuti due lustri, brillavano diquei lampi che doveano un giornorifulgere nelle sue poesie.

Nell’età di anni i 5 fu essa ri-chiamata alla casa paterna, e potèdare un più libero sfogo all’ incli-nazione dello studio. Dante per ilprimo richiamò la sua attenzione.Alla prima lettura del Petrarca fupreso il cuore dì Luisa del dolceincanto che ispirano i celestialiconcenti di quel poeta passionatoe sublime. Il cantor di Goffredo,e il divin Ferrarese formavano pu-re la sua delizia. Si applicò pertempo alla buona filosofia , ed ap-prese a conversare con i Locke, edi Newton anclie prima di fami-gliarizzarsi con Milton e Shak-speare; Fece un completo corsodi fisica. Apprese col mezzo dellastoria i costumi e le ricerche del-le antiche e moderne nazioni, eseriamente occupossi ad ottenerela più profonda cognizione , e lamaggior purità della lingua nati-va, non meno che della francese.

La Colonia degli Arcadi Alleisi affrettò di annoverare tra le snepastorelle Luisa già poetessa ncl-1’ anno ventesimo terzo di sua età,col nome arcadico di Erminia Tin-daride. Nel seguente anno fu a-scritta all’accademia Fiorentina,e quindi a quella degl’ Intronatidi Siena. Soleva Erminia imman-cabilmenti assistere alle pubblicheadunanze degli Arcadi. Era que-sto il vero campo della sua gloria;ed i leggiadri suoi componimentirapivano gli animi degli uditori.

Purissimi aveva i costumi, castis-simi i pensieri, sensibile e delica-to il cuore. Era il suo spirito na-turalmente gaio e piacevole. Dopola morte del genitore, il fratellodi lei si era fatto il più scrupoloso