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[Volume terzo e volume quatro.]
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che sia insegnata , invigilare alprogredimento vero degli alunni,provvedere che uè’ maestri riescauguale alla capacità lo zelo. Se nonchè. il Cojniolato, uomo non solodotto, ma dolcissimo di modi, riu-sci agevolmente di conciliarsi conl’amore il rispetto. Ben tosto lafama del suo sapere suonò dovun-que per sei sue orazioni pubblica-te nell’anno 1:769, quattro per lasolenne inaugurazione degli stu-dii , le altre due pei funerali delvescovo di Padova cardinale Vero-nese , e del cardinale CornelioGallo. Di queste orazioni il Deninadice che mostrarono unito il let-terato ed il filosofo, ed il Ferrarinella biografia latina del Cagnola-to le loda con le seguenti paroleche noi volgarizziamo. E in quan-to si riguarda alle prime quattrotenne modo particolare nello scri-verle: che non istelte ad argomen-to singolare in alcuna, ma in tuttemise assai cose perchè avesseroad appellarsi dissertazioni erudi-te. In esse nondimeno rifulge laretorica dignità . Le due ultimecon gravità ed accuratezza mo-strano passo passo le laudi del-V uno principe e dell ’ altro. Man-dandosi per le stampe in Brescianell’anno l’opera del cardi-

nale Gallo su mentovato, che haper titolo ; De necessaria fideliumcommuniane cum Apostolica sede,premise la medesima orazione già«letta ne’ funerali, mutatevi soltan-to poche cose. Quest’opera il Gallo,Ire mesi prima di morire, avevamandata al Cognolato perchè ,ri-scontrasse i testi, ne indicasse iluoghi precisi , gli autori citati eio istesse edizioni, non valendopiù a farlo da se perchè ormai vec-chio, e venutagli meno la forza.

JNel seminario tennesi proposi-to di mettere in pubblico il Les-sico già compilato dal Forcellini,c siccome il JUaffei aveva lasciatamorendo soltanto in abbozzo la sua

Arte critica lapidaria stampatasenza correzioni dopo la sua mor-te, nella quale molte parole, regi-strate nel vecchio Lessico di Am-brogio da Calepio riprodotto dalSeminario, accagionava di barbare,perchè , ei diceva , tolto da lapidiguaste o corrotte, e queste vociaveva il Forcellini inserite a’ loroluoghi nel suo , onde F opera delForcellini non Scapitasse nella fa-ma, pel nome già europeo del Maf-fei, fu incaricato il Cognolato af-finchè quelle voci prendesse in e-same severissimo, e vedesse se fos-se o non fosse d’ accordar loro la-tina cittadinanza. Messo in mezzofra due opinioni contrarie, cioèfra la negativa del Maffei o 1 ’ af-fermativa del Forcellini, ei proce-de , nella prefazione del Lessico ,con somma umiltà ma con passofermo e sicuro ; qua annuendo alparere del Maffei, più spesso com-battendolo con autorità senza ec-cezioni. In quella prefazione ve-desi quanta famigliarità avesse conle opere degli antiquarii; e le ef-femeridi di Milano al n.° 25 , an-no iqj 4 5 la lodarono assai (unita-mente alla dedicatoria dell’ operaal vescovo di Padova cardinalePriuli), per la moderazione, per1' aggiustatezza del ragionamento,e per la eleganza della lingua. Lo-di di essa pur sono nella letteradel Cesarotti al Denina. Il Gagno-lato andò poi sempre raccogliendonuove voci sfuggite al Forcellini,con più accurata lettura dei Clas-sici od in nuove lapidi scoperte, equesta grossa raccolta pochi di in-nanzi di morire consegnò a manoamica perchè se ne facesse uso nel-la nuova edizione del Lessico.

In quel tempo, cioè nel \qqS,abbandonato il seminario andò aMonselice ov’ era stato eletto ca-nonico in luogo «li Angelo Schia-vatti professore di teologia, alloramorto. Sebbene pieno di zelo pelnuovo ministero, e come canonico