c come vicario-foraneo , non dis-messe mai di studiare, di commen-tare e di scrivere notte e giorno.
Nel 1785 scrisse un’epistola aGeronimo Gradenigo arcivescovod’ Udine che si può chiamare unalettera di elogio e riconoscenza pergentilezze ricevute dallo stesso ve-scovo, e la pubblicò nel 1786, giàda alcuni mesi morto il vescovostesso.
Otto anni dopo fece stampare ilsuo Saggio di memorie della ter-ra di Monselice, di sue sette chie-se , del santuario in esso apertoultimamente , opera dedicata a Gi-rolamo Ascanio Molin, nella qualecon finissima critica e con sommaerudizione si ricerca tutto quantorisguarda quella terra, per istoriacivile ed ecclesiastica, e s’ illustrail santuario Duodo. Il Cognolatoteneva larga corrispondenza di let-tere con uomini dotti d’ Italia efuori, e dapprima col celebratoSLellini che l’amava assai, e colchiaro medico Targa di Verona,die giovò § 0 pr 3 VV' 6 glÌando la stam-pa delle opere di Cornelio Celsoillustrate dallo stesso Targa e pub-blicate in Padova dal seminarionel 1769: col Guarnieri, col Bel-grado, col Brunacci, con 1 ’ Orolo-gio, ecc. ecc.
Nel dettar lapidi, delle quali eracortese a chiunque ne’l richiedes-se , mostrò sommo valore e per lostile legittimo, e per la venustà deiconcetti. Nella vita fu cauto, ama-va la pulitezza della persona e del-la casa, di franco ed attico favella-re, liberalissimo specialmente ver-so a’ poveri.
Morì per apoplessia fulminantenel giorno 10 decembre 1802.
Sue opere :
1. De inacquali Scientiarum etartiutn progressione ejusque cau-sis. Oralio I.
De iis volupiatibus quae ex ar-
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tium incitatione gignunlur. Ora-no IL
De Eloquentia Orat. III.
De eo Mentis sensu quern Gu-stimi dicimus. Orat. IV.
In Funere Cardinalis Verone-sii. Orat. V.
In Funere Cardinalis Galli ,Orat. VI. — Patavii, 1769.
1. Quae adiumenta et commo-da, quae impedimento ac damnaafferat immaginandi facultas .Exercitatio Academica , ibidem,1769.
3 . Praefatio in opuspnsthumuinCardinalis Veronesii. De Neces-saria Fidelium Communione cimiApostolica Sede. Brixiae, 1785.
4. Epistola ad Jo. HieronjmumGradonicum Archiepiscopum Uti-nensem, Patavii, 1786.
5 . Epistola adLeonardum Tar-gavi. ibid. 1769. Trovasi a p. 54 2delle opere di Cornelio Celso.
6. Praefatio in Lexicon totiuslatinitalis, et Epistola ad Eminen-tiss. Cardinalem Priolum .— ibi-dem. 1771.
7. Saggio di Memorie della ter-ra di Monselice, di sue sette chie-se, del santuario in esse ultima-mente aperto. Ivi, > 794 ’
G. E. Bvseggio.
CABCANO (Francesco), ebbei natali in Milano da Lorenzo, ca-valiere di antica nobil famiglia , eda Teresa figlia del conte Mauri-zio Masserati, dama che alla chia-rezza del sangue univa le più ra-re doti dell’animo. Questi suoigenitori lo mandarono in educa-zione nel rinomato collegio Tolo-rnei di Siena dove venne ammae-strato nelle lettere ed in ogni no-bile esercizio conveniente al suogrado. Compiuta la educazione edaccresciuto nel giovane il deside-rio di erudirsi allo studio dellefacoltà filosofiche ed a quello divaria letteratura , non senza nu-trire indicibil trasporto per la