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[Volume terzo e volume quatro.]
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lettura dei Classici, i quali serviro-no a perfezionare in lui 1’ amoredell’ottimo, riponeva le maggio-ri delizie ed il più grato sollievonel coltivare la poesia italiana, nèpoche composizioni lasciò varie dimetro e di stilo (la maggior par-te concernenti soggetti morali edi critica) che sempre si pubbli-carono senza il nome del loro au-tore, poiché il Carcano era alienoda volerne riportar fama, conten-to della interna compiacenza o digiovare o di dilettare altrui. Egliera amico ed estimatore dogli uo-mini di lettere, e teneva special-mente aperta la sua casa onde ac-coglierli con tutte le dimostrazio-ni di onorificenza e di cortesia ;e siccome spesse volto il meritova disgiunto dalla fortuna, cosi alprimo accorgersi che questa nonfavorisce un qualche individuodegno di ottenerla, cercava di sup-plirvi largamente ne’ modi piùfini e delicati, o senza lasciar maiscorgere quella mano che porge-va gli a]iili più generosi. Avevaraccolto in sua casa una libreriadi opero specialmente di amenelettere assai copiosa, ed adorna dicelebri edizioni procuratesi anchea gran prezzo in lontane contra-de. A vantaggio delle scienze egliconcorreva volentieri coi necessa-ri! mezzi a proteggere la pubblica-zione di nuove opere importanti,e si prestava di assai buon animoa sostenere le imprese tendentiall’aumento ed alla perfezione del-le arti utili alla società. Amatore,come era il Carcano, di ogni bel-la letteratura, ben si dee suppor-re che in preferenza la promoves-se nelle persone che più stretta-mente gli appartenevano, nè ri-sparmiò in fatti spese per educarei proprii figli, anche oome padretenerissimo e vigilante capo dinumerosa prole, avuta dal suo fe-lice matrimonio colla virtuosa da-ma contessa Imhonati, Mantenne

regolare corrispondenza coi mi-gliori letterati di quasi tutte lecittà d’Italia, e godè sommamen-te di possedere l’intima amorevo-lezza degli uomini dotti che inMilano si distinguevano. Tra que-sti basti nominare 1 ’ abate Giu-seppe Parini, e 1 ’ abate Gio. Car-lo Passeroni e Giuseppe Baretti,le cui deliziose lettere al Carca-no scritte si videro poi allo stam-pe tra gli Scrini scelti dal baroneCustodi mandati a luce. Le quali-tà del cuore di Francesco Carcanovogliono essere specialmente ri-cordate essendo egli stato uomodi tempera assai gentile. Era cari-tatevole non senza avere gran cu-ra che rimanessero segreti gli em-pii suoi soccorsi porti agli indigen-ti ; ed era di sì scrupolosa mode-stia, ohe lungi dalla brama di ac-cattare applausi, studiava di na-scondersi ai possibile, di manierache tra le molte cose date allestampe raro è che si trovi in esseimpresso il suo nome. Quest’uo-mo di specchiata onestà e di can-dido costume mancò di vita in Mi-l.tuo il giorno primo di marzo del-l’anno 1794 por improvviso scop-pio di vomica polmonare, in etàdi anni Gl, e noi abbiamo toltoqueste brevi notizie intorno allasua vita da un Articolo inseritonel tomo q 4 del Giornale dei Let-terati pubblicato in Pisa, notiziescritte dalla contessa donna Car-lina Crevenna nata Carcano, laquale ricordò i titoli delle seguen-ti tre operette che, quantunquesenza nome di autore, a FrancescoCarcano sicuramente apparten-gono.

1. Capitoli di tutore occulto.Utrecht, mS», in 4 -

2. Gli Occhiali Magici , Sognodel Premuroso Fuggi Fatica, ec.Sclenopoli, 1789, in 4 -

5 . Sermone intorno ad alcunefalse opinioni tenute da wirii