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[Volume terzo e volume quatro.]
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netto scriver poeticamente , e so-pra gli studii d’oggi dì. Aletopoli,1590, in 4.

B. Gamba.

PtGNOTTI ( Lorenzo ), figliodi Santi e della Maddalena Cur-radi livornese, nacque ai q di ago-sto del 1709 in Figline, ricca, a-mena e popolosa terra situata traFirenze ed Arezzo. La sua fami-glia erasi da lungo tempo dedica-ta in Livorno alla mercatura, maun improvviso rovescio di fortunaavcala poco prima ricondotta nel-la patria de’ suoi maggiori. Nuovedisgrazie anche qui avendola as-salita, fu Santi costretto a ripara-re in Città di Castello ( negli Sta-ti della Chiesa ), ove dopo nonmolto si morì vittima forse di do-lore, lasciando nella più grave de-solazione quattro teneri fanciullicon una genitrice affettuosissima.

Si condusse egli allora in Arez-zo presso un suo zio dovizioso si,ma avaro, il quale per diritto di«angue avea dovuto accogliere lasventurata famiglia. Questi il di-segnò per lo stato ecclesiastico, eda tal uopo il collocò in quel Semi-nario, che per le cure dell’ottimovescovo Inghirami era molto infiore. Ivi f egregio fanciullo inco-minciò anche senza maestro a ver-seggiare, come avea pur fatto inCittà di Castello, dal che argo-mentassi chiaramente averlo la na-tura fatto poeta. Nè poco avanzònelle umane lettere sotto la disci-plina del sacerdote MichelangeloGraziani, dotto nella patria isto-ria, ed autore dell’opera FindiciaeSanctorum Martyritm Arretino-rum, e nella eloquenza di cui nel-lo stesso Seminario era professoreil pievano Laudi, il quale non giàcolle pastoie de* moltiplicati pre-cetti, ma colle regole della filoso-fia e del buon gusto insegnava cosìnobile arte. Per tale progresso nel-le lettere meritò il Pignotti nel-

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l’età di soli anni 18 di succederealla cattedra del Landi. Ben cor-rispose il giovane alla pubblica fi-ducia ed espettazione, e molto sifece ammirare tanto ne’ privatisaggi che davano i suoi discepoli,quanto in quell’ accademia degliArcadi Forzati alla qual era statoascritto.

Passati circa due anni, si per-chè anelava a maggiore celebrità,sì ancora perchè rimanendosi nelSeminario sarebbe stato costrettoad ascendere al sacerdozio, si con-dusse in Pisa per attendere allostudio delle scienze, ed acquistar-si quella fama, di cui già si senti-va capace. Siccome però non era-gli venuto fatto di ottenere gra-tuitamente un posto in quel col-legio Ferdinandiano a motivo chenon era nato in Arezzo, così fu inquella università mantenuto dal-1 ’ ottimo suo cognato Antonio Fi-lippo Bonci, a cui per ciò le scien-ze e le lettere si professano viva-mente obbligate.

Libero nella scelta degli studii,intese con si grande profitto aquello della medicina e delle scien-ze naturali, che ben presto potèegli medesimo istituire solidi e-sperimenti per verificare o riget-tare le teorie su di essi fondate,occupandosi specialmente intornoalla natura ed alle proprietà spe-cifiche dell’aria respirabile deglianimali ed intorno a tutte le al-tre materie, che la medicina e lafisica di quel tempo riguardavano.Ed invero, istruissi per modo nel-1’ uso delle macchine sperimentalile più delicate, che ben presto di-venne collaboratore del Guadagnisuo maestro, ed il gabinetto dellafisica fu ad esso sempre apertonon tanto per la privata, quantoper la pubblica istruzione, che ilprofessore al suo allievo affidava.A queste prerogative aggiungendopur 1’ altra di essere favorito dal-le muse, era a tutti accettissimo,3 o