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[Volume Nono e volume decimo.]
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» so , che si areano tagliato per» fin la coda. Io mi difendo alla» meglio da questi calori, ma sof-» frendo e combattendo. » Mi pia-ce che gli uomini, come il Men-gotti, serbino una buona parte del-la propria giocondità per la fami-glia, mentre invece sono da rim-proverarsi quelli che versano fuoridelle pareti domestiche un’ alle-grezza smodata per poi crucciaresè e gli altri nella propria casa. Enon essendo infrequenti cotesti e-sempi, parlai della preaccennatavirtù del Mengotti perchè tro-var possa molti imitatori. Orami resta a parlare della beneficen-za che in grado sommo alberga-va in quell’ anima generosa, e om-metto di richiamarvi nuovamentea quello eh’ ei fece per la fami-glia a tale da scriver al nipote il25 luglio del 1820. « Tuttociò» che vado guadagnando con le» mie fatiche appartiene per de-» creto del mio cuore alla fami-» glia, ed io sarò sempre lieta-» mente povero per essa, come lo» fui sinora; giacché avrei di molte» somme a parte, se avessi volu-» to separare il mio interesse da» quello de’ miei Nipoti. Ma tanto» è lontano di’ io abbia mai avuto» o nutra questo pensiero, che an-» zi non ho altro conforto e soste-» gno ne’miei travagli chelasperan-» za di poter giovare alla casa. »Ommetto gl’ innumerevoli benefi-co eh’ ei fece a quanti maggior-mente poteva coll’interporsi ad ot-tener degl’ impieghi per quelli chene avean d’uopo e n’ erano me-

ritevoli, e che poi si apersero stra-de assai luminose ; e Feltre e icircostanti paesi sei sanno a pro-va; coll’assistere del proprio ne-gli studi! i giovani di belle pro-messe e di civile, ma povera condi-zione, col profondere in elemosine.« Donava, scrive il nipote, donava» le sue camicie ed abiti migliori,«persino a trovarsene senza, e» quando veniva esortato a ritcne-» re almeno per se il meglio, op-» pure a moderare la misura del-» l’elemosina, rispondeva: Quando» si ha da far carità si deve fcir~» la che vahja. » Ommetto cheper sentimento di compassione nonvoleva che gli operai da lui con-dotti a mercede nel suo poderepresso Milano attendessero al la-voro nelle tre ore meridiane delmaggior caldo, e quindi impone-va che sottraendosi ai raggi delsole, si raccogliessero a riposo :ommetto di ripetervi che negli il-lustri impieghi sostenuti conser-vò sempre le più moderate abi-tudini di vita, cercando la di-gnità nel merito intrinseco nongià nelle vane apjiariscenze este-riori, e conservando quel letto,che altri ia equipaggi in pranzi,in vani abbigliamenti avrebberodisperso, in pubbliche e primatebeneficenze: ommetto, dicea, tut-to questo e riporto solo due ara-ni di lettera, al Nipote, da cui chia-ro apparisce da quali sentimentifosse animato sulle sventure esiti-le altrui miserie. Il primo è del6 Maggio 1820 e suona così : « Ilon ricevuto il plico. Non ho pei ni-