» tro potuto ancora leggerlo, es-» sendo affollato d’ affari, ed assai» afflitto per la morte del povero» Trevisan in casa mia con tutte» le conseguenze della malattia,» dei debiti lasciati, di moglie e di» madre. Vero è eh’ io non ho al-55 cun debito, se non di benevolen-55 za e gratitudine per la sua cor-55 dialità per noi, ma pure non55 posso esimermi dai sentimenti di55 umanità per gl’infelici. » L’ altroè del TO ottobre -1813 , e ne di-pinge in modo bellissimo la corri-spondenza che v’era tra la povertàed il suo cuore. « Un mascalzo-55 ne, scriv’egli, sparuto, con bar-55 ba lunga, tutto cencioso e lace-55 ro mi comparve davanti borbot-?5 landò e balbettando alcune voci55 d’un linguaggio Cimbrico o Teu-55 tonico di’ io non capiva. Egli55 era Pietro Vandon di Agamia ,55 che spinto dal bisogno e dallasi disperazione, sulle traccio della55 famosa Bada, come fanno i lu-55 maconi, venne in dieci giorni a55 piedi nudi a Milano. Che volete55 fare ? La nudità sopra di me ha55 un tale ascendente, che la ric-55 chezza non vi ebbe , e non ne55 avrà mai un uguale. Benché la55 figura fosse affatto comica, e pa-55 resse quella di un cappuccino scap-55 pato senz’abito, pure non ho po-55 tuto ridere ; ed anzi all’ incontro55 ne provai grandissima compas-55 sione quando seppi che aveva55 cinque figli e moglie ammalata,55 che non aveva che le sue sole55 braccia per vivere. 55 Parrà forsead alcuno eh’ abbia fatto smontareVol. IX.
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di troppo il dottissimo scrittore e1’ eccelso magistrato col dipingerlospesso in mezzo agli avvenimentidella privata sua vita ; a me invecesembra che questa meritar devaparticolare osservazione, come quel-la che non traspare nè dalle scritteopere, nè dalle sostenute magistra-ture, e che mostra se i fatti del-l’uomo che disse alle parole cor-risposero. Ed è bene che sappianogli scrittori esservi un occhio chescruta le loro azioni, e che dopo ilsepolcro avranno un giudizio ono-revole, se avrann’ essi conformatoi propri costumi alle utili cose chedettarono; affinchè non si credaessere ufficio dell’uomo di letterelo scrivere, perchè facciano gli al-tri. Dunque fra le domestiche pa-reti e nelle gesta della vita pri-vata, ove sien rette e generose leabitudini, non iscema ma crescela gloria di qualunque personaggioper illustre che sia. Nè dispero chele mie ricerche intorno alla vita delMengotli torneranno in disgra-do di quell’acutissimo ingegno delBianchetti, che intorno agli uominidi lettere ne dettava un libro pre-zioso e squarciatore di molti velisulla lor vita, ed è giusto che iveli siano squarciati, affinchè ap-paia la verità. Se poi non m'ingan-no, la vita, ch’io cercai descrivere,ne dipinge nell’ uomo della scien-za, della magistratura, della fami-glia un vero modello ; un uomo, ildico per intimo sentimento non pervile e perniciosa adulazione, o persoverchio amore del mio assunto,un uomo che onorò la patria,19