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[Volume Nono e volume decimo.]
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uomini celebri in qualsiasi genere siaccarezzino utili proponimenti, nonoziosità. Parlando quindi del Pac-chierotti accenneremo solo quantoriguarda l’individuo lancialo a va-sta carriera, e le coronate fatichedi esso ad esempio.

La natura talvolta spiega in noiindole di matrigna, o spesso bi-lanciando le offese ed i doni com-pensa le pecche del fisico con Sve-gliata mente, o la niente intorpi-dita con avvenenza esteriore. Sortìil Pacchierotti immaginazione vi-vissima , non comune intelligenza,profonda sensibilità, ma strutturaallungata e scarna, e voce benchéforte anche nei bassi ed ascendentefino all’tti negli acuti, però spessoinstabile e nasale. Conosciuti i pro-prii difetti, volle vincerli e renderlianzi strumento d’irresistibile va-riata potenza sul cuore degli udi-tori. La svantaggiosa struttura sicompose a sagaci movimenti e di-venne seduzione di amore e di eroi-smo ; la voce rotta e difettosa suo-nò accento di gioia e di dolore ;le note nasali furono rivelazione diun’ anima angosciosa, bollente; econ immense fatiche ora ritirandosinelle soffitte i primi anni in Vene-zia per istudiarvi durante la notteed essere meno importuno agli in-quilini ; ora educando la voce insiti appartati ove l’eco soltanto a-scoltava e ripeteva que’dotti gor-gheggi; ora mettendo a prova in-nanzi a fedele specchio la combi-nata eloquenza della fisonomia, delportamento e dell’ azione, il Pac-chierotti sì creò una scuola che lo

condusse ad immortale rinomanzariuscendo per inesausta ricchezzadi raffinamenti sempre signore de-gli affetti, sempre nuovo agli udi-tori. Le maraviglie della musicadrammatica dei Greci, dovute allecongiunte forze della poesia e delcanto, furono indovinate e ripro-dotte dal Pacchierotti anche neirecitativi spogli di qualunque ac-compagnamento , e col divino ge-nere patetico, cui si era principal-mente consacrato, strappava invo-lontarie lagrime e grida; e quelloche più sorprese, non mai l’espres-sione lo faceva mancare alla misu-ra del tempo.

Il teatro di Milano fu il terzo el’ultimo in che il Pacchierotti so-stenne parti secondarie, dividendoviperò gli applausi coll’esimio primoattore cantante Luchino Fabris, ilquale indispettito per l’ammirazio-ne prodigata ad un inferiore, tutto-ché amicissimo del Pacchierotti, gli^andava di continuo intuonando :Fuoco di paglia; con quella vocerotta e difettosa non farai mainiente! Ed il deriso sempre più siostinava a smentirlo.

Restituitosi in Venezia nel 17C3,ove il teatro di s. Benedetto, prima-rio allora, aveva grandioso spetta-colo di opera seria, fu sostituito ilPacchierotti al celebre primo musi-co Guarducci, colto da improvvisamalattia. Secondato così il Pacchie-rotti dalla fortuna e docile ai pre-saghi consigli del maestro Bertoni,in quattro giorni si apparecchiò, ecomparve nel nuovo carattere congenerale ammirazione ; ma 1 più