490
magiche inflessioni, ed egli pure ra-pisce e trasporta. Si vuole replicatoil duetto; si sfoggiano nuovi orna-menti, nuovi prestigi d’ambe leparti con effetto sempre più com-movente ; e la de Amicis medesimaconfusa ed intenerita sostituisce aldisprezzo sincera ed aflettuosa am-mirazione.
Questa singolare circostanza se-gnò i primi passi artistici di un ge-nio straordinario, per 25 anni deli-zia de’ principali teatri d’Europa,cui però nessuno volle o seppe sfor-tunatamente imitare. !
Ottenuti dal Pacchierotti nuovitrionfi in Napoli, ambito e disputatoin questa bella penisola fino al 4778,preceduto oltralpe dalla fama edai racconti di celebri viaggiatori(del Predone tra gli altri), lo sivolle del 1779 a Londra e ve Io ac-compagnava Pedoni.
L’Italia anche in allora, come ainostri tempi, metteva a contribu-zione il lusso e la splendidezza de-gli esteri, vendendo il genio de’nu-merosi figli nelle arti del bello. Sene ritraevano emolumenti più con-siderevoli, non usandosi di corri-spondere tra noi ad un primario ar-tista che circa veneti zecchini millenelle principali stagioni. Cangiateanche in ciò le antiche consuetudininel secolo innovatore, crebbero quied altrove i dispendii di simili lus-surie, forse fra noi in ragione in-versa dei mezzi; ma le stesse ecce-denti paghe, con che ora i cantantiitaliani vengono rimeritati oltra-monte, si rigurgitano con usura,dacché anche su questa specie di
commercio artistico abbiamo a com-petitore e paghiamo caro noi mede-simi 1’ ammaestrato ingegno dellostraniero.
AI pennello dei Palzac e dei Suedarebbero vasta materia i tanti ro-manzeschi avvenimenti, le tante lu-singhiere distinzioni e compensi chesegnalarono il soggiorno del Pac-chierotti in Inghilterra interrotta-mente continuato fino al 4784; sen-do cosa pur troppo comune ches’ abbiano a vedere festeggiati e ri-munerati con esuberanza piuttostoi genii che divertono, che i benefat-tori dell’ umana famiglia.
Ricorderò solo un fatto che fecepiangere e ridere. In quei tempigravidi dell’ avvenire trovavasi inLondra il duca d’Orleans, più tardidi sciagurata rinomanza, sotto ilbugiardo titolo d’ lùjalilé. Conosci-tore egli della lingua e trasportatoper la musica italiana, non si lascia-va sfuggire alcuno di quei momentiin che il Pacchierotti penetrava di-ritto nell’ anima ; ed anche le lagri-me ducali abbellirono i suoi trionfi.Ma fu rimarcata dal [asilioliatile in-glese P applicazione del fazzolettobianco con che il Duca in un certopunto andavasi tergendo gli occhi-Ciò divenne telegrafo a quel graveuditorio, che nelle sere successiveaspettava dal Duca il segnale perportare aneli’esso i bianchi lini a-gli occhi e regolarmente commuo-versi.
Da Londra tornava di nuovo ilPacchierotti alle principali corti ecittà d’Italia, e verso il 4786 in In-ghilterra per la seconda volta. Nel