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[Volume Nono e volume decimo.]
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Paccchieirot ti, l'etài appunto in cheil unorabe temperato dalla calma delfisiico pondera meglio e vede piùgiuisto. Lasciava quindi custoditadai torvi flutti del lido britannico eda quei non pieghevoli petti granparte delle sue sostanze nei fondiinglesi; e cercò rammassare, perquanto potè, l’altra che aveva nel-le zecche italiane, procurandosi incauzioni fondiarie un avvenire me-no ondeggiante. In Padova volledimora e riposo, e più tardi nel4804 ebbe anche in proprietà l’a-mena casa Farsetti, stata pure gra-tissimo soggiorno a quel luminared’Italia, il card. Pietro Bembo.

Negli incendii di guerra del 1790,Bonaparle generalissimo, fatto se-gno a sentite o codarde adulazioninella vittoria, si volle festeggiatodi passaggio per Padova con so-lenne accademia in teatro. Fu a-stretto il Pacchierotti ( già quie-scente da quattro anni) a prestar-vi, e vi cantò dispettoso. Fecetosto venire il generalissimo l’at-tore cantante, e se lo volle pubbli-camente seduto al banco, perchèintendeva ad affascinare le mentianche con politico ossequio pel me-rito in qualunque genere, vedendogià fin d’allora necessari - ! al con-quistatore i letterali e gli artisti.Dibatto, sedati i rumori ed il com-pianto delle battaglie, il grandedramma non avrebbe lunga dura-ta, se le lettere e le arti non s’in-caricassero di perpetuarlo.

Frequenza di sommi letterati edi eletta società continuava ad ab-bellire il riposo del Pacchierotti;

visitatori i Foscolo, gli Alfieri, iMonti, il Gozzi, il Goldoni, i Cano-va ec. ec.; tra gl’intimi il professorSimeone Stratico, poi senatore, esopra tutti il cantor della Proneache nei proprii componimenti decla-mati dal Pacchierotti trovava bellez-ze non prevedute e;d ispirazioni percrearne di più sublimi. La colturadello spirito giovò così al Pacchie-rotti non meno nel privato vivere,die nell’esercizio dell’arte sua. Que-st’arte difficilissima non può in fattostarsene da quella disgiunta ; poi-ché se basta per l’orecchio chiarapronuncia e bel metodo di canto,per F anima ci vuole assai più. Civuole somma perspicacia e suscet-tibilità a ben sentire e far sentire;profonda fisiologia del cuore uma-no a coglier giusto, e studio quindidell’uomo nell’uomo e nella storia;dotte esperienize per varietà di ef-fetti ; facilità idi leggere ogni gene-re di musica come la propria lin-gua ; in somirna ci vogliono uniti idoni dell’oratore, dello scultore, delpittore, del poela; stretto com’èl’attore cantante da maggiori diffi-coltà, perchè egli deve ili certo mo-do improvvisare , mentre gli altriricorrono a meditate accortezze.Sono questi i pregi che formaronoi Pacchierotti, le Malihran ec. ec.Raggiunti, guidano alla perfezione;negletti,condannano alla mediocrità.

All’ albeggiare del secolo presen-te lamentava il Pacchierotti le splen-dide miserie delia vittoria con in-cauta lettera scritta alla celebreCatalani, affidata al non men cele-bre concertista di contrabbasso Dra-