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mostrato il Solari di quanto siacapace la lingua italiana nel tras-fondere eli’ egli fece molte bellezzedel testo in ogni sua traduzione,sebbene parallela e anche, ove cadein acconcio, rimata ; aver arricchi-to il patrimonio della lingua me-desima di nuòvi modi e di frasi vi-vide, efficaci ; nelle Georgiche avergareggiato sovente col testo; nelletraduzioni delle odi Oraziane rite-nere spesso dell’ impeto, della for-za e delle grazie attiche del Yeno-sino, maneggiando metri diftìcilis-simi senza dar sentore della faticache gli costavano. Non negheremoperò che nel totale delle sue tradu-zioni non sempre il Solari tocca ilsegno che si era prefisso, nè sem-pre conserva 1’ aria di originale, oparla, coni’ egli diceva, coll’ animadell’ autore ; non essendo a dispen-dio di fedeltà il tradurre in guisache s J indovini il <justo di linguache avrebbe mostrato fanima dei-fautore , di latina fatta italiana.
Quando il Solari affermò d’ avercomposto quelle versioni principal-mente per chi conversa col Poeta,ne conosce l’indole e la forza, egià ben lo comprende, giudicò ret-tamente di sè; ma sembrò contrad-dire invece a sè stesso quando con-fidò che inteso o non inteso nel suolatino 1’ originale, si gustasse nellatraduzione italiana come uno de Jnostri. E senza dar taccia di pe-dantesco e servile al suo volgariz-zamento, non lo potremmo, com'e-gli osava sperare, dirlo grazioso espontaneo, e tale da piacere uni-versalmente, ed anche a chi non
può assaporare lo stile dell’ autoretradotto. Impossibile a umano in-gegno riusciva il conservar sem-pre fra tanti ceppi 1’ andamento li-bero e maestoso, e 1’ ornata pompache ammirasi nell’ Eneide ; ondenella traduzione appare di frequen-te tradita l’indole dell’autore. Cosidicasi d’Orazio e d’Ovidio, che ac-quistarono spesso per opera deltraduttore certo giro stringato,concettoso, contorto, avverso perogni maniera alla natura del loroingegno, e al far semplice e largodegli scrittori che vissero nell’ etàdi Augusto. Ardua e disperata fu1’ opera, riflette qui assennatamen-te un suo biografo, a cui il Solarisi accinse ; aveva dello strano agliocchi d’ ognuno : l’esito fu in qual-che parte felice, ma sempre parràdisperata e strana l’impresa, seb-bene niun forse potrà con tantoplauso uscir mai da un aringo sidifettoso e cingersi quella coronache rimarrà inviolata sulla frontedi Giuseppe Solari. Un pregio poiincontrastabile nel quale il Nostrovantaggia quasi tutti i volgarizza-tori è la precisione e la proprietàcon che egli rende i concetti deltesto. Si faccia un confronto de’suoivolgarizzamenti coi migliori cheabbiamo in Italia e fuori, e ognunopotrà da sè giudicare quanto la nostra lingua maestrevolmente ma-neggiata vinca ogni ultra in conci-sione ed esattezza.
Quindi io persisto nel riputare lainnovazione del Solari, benché inqualche parte strana, un buon av-viamento ad un metodo migliore di