sulla faccia stessa dello zolfo; alqual giuoco però nè esso nè alcunaltro ha giammai pensato, aven-dolo io,’per confessione degli stessimiei oppositori, e ritrovato e in-segnato il primo ». Dette altreparole, e biasimato un tal abateIacquet che aveva stampato unalettera spropositata sull' elettrofo-ro , conchiude ammonendo Klin-kosch a studiare meglio l’uso del-l’elettroforo, perchè poi avesse adiscorrerne senza taccia d’igno-ranza.
Nell’ autunno del 1776 il padreCampi, somasco, scoperta vicino aS. Colombano una sorgente d’a-ria infiammabile, o gas idrogeno,che si sprigionava da un’ acquastagnante, invitò Volta a cercarnela cagione. Il nostro fisico nonpotendo trasferirsi a S. Colombano,e sapendo che là gorgogliava quel-l’aria attraverso l’acqua paludosa,sospettò che tutte le paludi ed al-tri siti uliginosi dovessero produr-ne, e mentre a ciò pensando ficcail bastone nelj^i|jaelma dei cannetidi Angera sulle sponde del Ver-hano, fece vaporarne molta copiadi quell’ aria, che con ripetuti e-sperimenti trovò dell’ istessa natu-ra , che 1’ aria di S. Colombano.Quindi raccolse della medesima a-ria infiammabile in diversissimi si-ti, da laghi, da stagni, da fontanee dovunque erano rimasugli divegetabili e di animali putrefatti;non mai potè ottenerne dalle ter-re, e molto meno dall’acqua schiet-ta. L’ acqua non contribuisce chea renderla visibile mediante le
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gallozzole che si alzano per en-tro il suo corpo; si accende alcontatto dell’ aria atmosferica eallo scoppio della scintilla elettri-ca. Condotto a mano da questiprincipii, svelò l’origine de’ fuochifatui, che nascono dall’unione del-I’ aria infiammabile coll’ ossigenoatmosferico, e corresse 1’ opinionedei fisici che pretendevano fossesoltanto metallico il principio, on-de si genera 1’ aria infiammabile.Quest’aria, di cui sì bene spessoscoperse le fonti, distinse col no-me di aria infiammabile nativadelle paludi.
Nell’ ultima delle lettere che diciò scrisse al padre Campi, consi-glia di sostituire nelle lucerne l’a-ria infiammabile all’ olio. Chi nonlo direbbe il primo sicuro indiziodell’ illuminazione a gas idrogenoora tanto promossa nell’ Inghil-terra? Nè pago dei progetti chedi ordinario sono vanità, costrusseuna lucerna ad aria infiammabile.Un filo di acqua che cade da unvaso in un altro che gli è sotto-posto ed è pieno di quell’ aria, laspinge ad uscire da un tubo, ovesi alluma e risplende. Fantasticodiremo il pensiero che gli venned’inzuppare d’aria infiammabile icorpi spugnosi, e preparare unatorba artifiziale. Meglio fece inse-gnandoci a surrogarla allo spiritodi vino negli scaldav ivande, co-mechè nessuno di questo artifiziosi valga. In tutte le lettere alCampi, e più nella terza, si chia-risce molto devoto alla dottrinadel flogisto, che era il fondamen-