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sulla grandine, sarebbe tuttaviapiccola l’efficacia dei paragrandini,fossero pur costrutti a guisa dellespranghe francliniane, e avvivatasul loro vortice la fiamma che hatanto di virtù conduttrice. « Cosamai sono, conchiudeva il Volta,gli agenti più efficaci che 1’ artesa impiegare rimpetto alle forzeirresistibili della natura ? .. Qualmeschino mezzo non si direbbequello di derivare con dei canali,fossero pur larghi e profondi, l’ac-qua del mare, non per votarne ilgrande abisso, ma solo per abbas-sarne il livello? Ora un tempora-le può dirsi giusto un mare di e-lettricità, e le fiamme innalzate,canali per asciugarlo ». Cosi sen-tiva fino dal 1787 il principe de-gli elettricisti.
Sospese Volta per qualche tem-po gli studi dell’ elettricità ; e sifece a rintracciare le leggi delladilatazione dei fluidi, e le determi-nò quanto all’ aria. Sotto la me-desima pressione atmosferica simantenne uniforme ed equabilel’aumento di volume nell’aria perogni grado di calore che conce-pisce tra lo zero di Reaumur eil grado ottantesimo sopra zero.Tenne conto dell’ umidità che du-rante 1’ esperienza svolgendosi invapore contribuisce a dilatare piùo meno l’aria, e corresse le anti-che teorie di Lambert e di Luz,che a ciò non avevano posto men-te. Negli annali di chimica delBrugnatelli stampò a Pavia nel<1793 la propria teoria. Con tuttociò nel 1801 e nel 1802 Dalton in
Inghilterra e Gay-Lussac in Fran-cia , perchè ignoravano forse am-bedue le fatiche di Volta, rifeceroda capo il già fatto da lui, e sta-bilirono quasi gli stessi principii,e presso i fisici specialmente oltra-montani, conseguirono soli l’onoredella scoperta. Ma Volta non liprecedette di due lustri ? Confes-siamo che Volta non aveva calco-lata la dilatazione cubica del ve-tro adoperato per 1’ esperimento ,il che si fece da Gay-Lussac, eche Dalton vestì di forme analiti-che la teoria; ma se essi la illu-strarono , perchè insieme al loronon si cita il nome di lui?
Noi non accenniamo che di pas-saggio le prime scoperte del Vol-ta, e ommettiamo alcuni suoi scrit-ti sul periodo dei temporali, sul-l’aurora boreale, sull’elettrometroatmosferico ad uso d’igrometro,e sovra altre materie. Le scoper-te dell’elettroforo, dell’eudiometroad aria infiammabile, dell’ elettro-metro a pagliuzza, del condensa-tore e dell’origine dell’elettricismoatmosferico acquisterebbero l’im-mortalità del nome a qualsivogliafisico, ma perchè sono applicazio-ni più o meno utili di principiigià conosciuti, non potrebbero ser-vire allo stabilimento di un’epocanovella nella storia della scienza.Volta ebbe la singolare fortuna diraggiungere anco questa altezza.Il condensatore già gli rivelava isegni della più tenue elettricità,conosceva le varie elettricità cheriposano nei varii corpi ; se nonche per arrivare a quell’ altezza